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Colombia, vince de la Espriella e la sinistra alza le barricate

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Il presidente neoeletto ha vinto per un soffio ma è il più votato della storia colombiana. Raduna l'elettorato moderato e cattolico ed è sostenuto da Trump e tanto basta a far insorgere i sostenitori dell'uscente Gustavo Petro, che hanno messo a ferro e fuoco Bogotà e altre città del Paese.

Esteri 23_06_2026

La chiamano vittoria di “un soffio" o “sul filo” ma 250.000 voti hanno determinato il successo di Abelardo de la Espriella, un volto nuovo della politica che nel ballottaggio per le elezioni presidenziali in Colombia ha saputo raccogliere intorno a sé l’elettorato moderato, cristiano e cattolico. Ebbene, de la Espriella domenica ha ottenuto il 49,66% dei voti, contro il 48,7% del senatore di sinistra Iván Cepeda, successore designato del presidente uscente Gustavo Petro, sostenuto da tutta la sinistra e da moltissimi ambienti extraparlamentari legati a doppio filo con guerriglia e trafficanti. Il “trumpiano di estrema destra” (come anche ieri abbiamo ascoltato dai TG pubblici) de la Espriella ha ottenuto circa 13 milioni di voti (12.959.542) di voti, diventando il candidato presidente più votato nella storia della Colombia. Poco, troppo poco per le tifoserie sinistre e liberal dell’Occidente. Oltre 26,3 milioni di colombiani hanno votato – su 41,4 milioni di aventi diritto – e poco meno della metà sono andati al vincitore, segno che i valori cristiani che promette di attuare con le sue decisioni di governo sono vivi e vegeti. 

Al termine dello spoglio, i funzionari elettorali non avevano ancora formalmente dichiarato un vincitore anche se Cepeda ha detto di contestare i risultati di oltre 30.000 seggi elettorali prima della verifica ufficiale. Il presidente Gustavo Petro, a cui il tribunale supremo ha dovuto imporre il silenzio elettorale nei giorni precedenti al voto a causa del suo attivismo scandaloso, ha chiesto a sua volta il riconteggio completo, ricordando che nessun candidato può essere proclamato fino alla ratifica del conteggio finale. I due candidati erano stati prescelti dal voto popolare per il ballottaggio di domenica 21 giugno, dopo il primo turno del 31 maggio, quando de la Espriella aveva ottenuto il 43,7% contro il 40,9% di Cepeda.

«Oggi inizia una nuova fase per il nostro Paese, una fase costruita sulla libera e democratica volontà di milioni di cittadini che hanno scelto di credere in una Colombia grande, sicura e prospera», ha dichiarato de la Espriella, invitando l'attuale presidente Petro ad «astenersi dalla tentazione di promuovere l’incendio e la violenza sociale». La sicurezza ha dominato la competizione in un Paese che l'anno scorso ha registrato 14.780 omicidi, il numero più alto in un decennio. Infatti mentre i sostenitori di de La Espriella hanno festeggiato senza incidenti la storica vittoria, quelli della sinistra di Petro e del candidato Cepeda mettevano a ferro e fuoco Bogotà, Calì e altre città del Paese al grido: «Resistenza!». 

In tutto il mondo quando la sinistra perde attiva le sue cellule di anarchici: centri sociali in Europa o bande di saccheggiatori sostenuti anche dalle narcomafie in America Latina. È stato così nel secondo mandato del moderato Sebastián Piñera in Cile dal 2019 al 2022, è così in Bolivia dopo la vittoria di Rodrigo Paz, con le violenze e i blocchi delle arterie stradali organizzati dai campesinos di Morales e dai sindacati socialisti, che hanno chiesto le dimissioni del neopresidente e messo in ginocchio il Paese. Speriamo non accada anche in Colombia, dopo la vittoria di de la Espriella, e in Perù, dove la vittoria elettorale della conservatrice pro-life e pro-family Keiko Fujimori contro la sinistra unita intorno a Roberto Sánchez, si stabilizza intorno ai 41.000 voti. 

In ogni caso, Trump ha appoggiato de la Espriella prima del voto e il segretario di Stato americano Marco Rubio è stato tra i primi a congratularsi con lui, affermando che  Washington collaborerà con la nuova amministrazione per arginare l'immigrazione clandestina negli Stati Uniti e per rafforzare i legami economici. Anche la premier italiana Giorgia Meloni si è congratulata con il neo-eletto presidente della Colombia, invitandolo a Roma al più presto. Gli ex presidenti Álvaro Uribe, Juan Manuel Santos e Ivan Duque hanno accolto con favore il risultato e hanno sollecitato l’unità nazionale. De la Espriella potrebbe entrare in carica il 7 agosto e da quel momento dovrà affrontare sfide tanto pericolose quanto impellenti per il popolo colombiano, come sicurezza, rilancio dell’economia e un concreto ritorno ai valori crisitani e cattolici del Paese.



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