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IMMIGRAZIONE

Ceuta invasa da migliaia di emigranti. La Spagna è il ventre molle europeo

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Una vera invasione: migliaia di emigranti provenienti dal Marocco hanno varcato la frontiera con Ceuta, l'enclave spagnola in Nord Africa. Negli ultimi mesi il governo socialista spagnolo di Pedro Sanchez si era distinto per la politica delle porte aperte e delle regolarizzazioni facili. Ora ne paga le conseguenze.

Esteri 01_08_2026
L'onda umana al confine con Ceuta (AP)

Le notizie che arrivano da Ceuta, l’enclave spagnola sulle rive settentrionali dell’Africa confinante con il Marocco, sono confuse, a partire dai numeri. Sappiamo che le coste e le barriere metalliche dell’enclave per due giorni sono state prese d’assalto da migliaia di africani. Sono in gran parte marocchini, ma anche originari di altri paesi africani, l’Algeria soprattutto: in Marocco in attesa di attraversare il Mediterraneo, alla volta delle coste spagnole, o l’Oceano Atlantico, diretti all’arcipelago delle Isole Canarie, una comunità autonoma della Spagna, o di entrare appunto a Ceuta o a Melilla, l’altra enclave spagnola nel continente africano. Immagini e i filmati mostrano moltitudini di giovani, quasi tutti maschi, che corrono esultanti. Di solito, per raggiungere Ceuta, gli emigranti irregolari percorrono a nuoto diversi chilometri perché partono da zone più a nord, lungo la costa, per evitare di essere intercettati. Invece questa volta sono riusciti a partire da molto vicino e a raggiungere senza difficoltà la recinzione lungo il confine dell’enclave: qualcuno addirittura camminando lungo gli scogli di un molo e la maggior parte nuotando per poche centinaia di metri fino alle spiagge al di là di quel molo. Il mare è pieno di pneumatici abbandonati, usati come salvagenti. Tuttavia ci sono stati dei morti: 24 secondo alcune fonti, 60 secondo altre.

Quanto ai numeri, la sera del 30 luglio si era parlato di alcune migliaia di persone, forse 2-3mila, un dato che però la Guardia civile spagnola non aveva confermato. Ma il giorno dopo le agenzie di stampa hanno pubblicato altre cifre. Il Dipartimento spagnolo per la Sicurezza Nazionale ha dichiarato sul proprio sito web che oltre 49.000 persone avevano attraversato illegalmente il confine nelle 24 ore precedenti, citando il Ministero dell’Interno. La dichiarazione è stata successivamente rimossa dal sito senza fornire spiegazioni. Poi nel pomeriggio del 31 luglio il sindaco presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, al termine di una riunione con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, ha detto alla stampa: «Le stime parlano di circa 60mila persone entrate nelle ultime ore, il che equivale al 70% della popolazione di Ceuta». L’enclave infatti ha 83.600 abitanti. «La situazione è insostenibile – ha aggiunto Vivas – è come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone».

Di certo c’è che nella notte tra il 30 e il 31 luglio altre migliaia di persone hanno continuato a riversarsi nella città marocchina di Fniqed, vicino alla frontiera con Ceuta, nella speranza di riuscire a loro volta a entrare nell’enclave. Alcuni emigranti hanno percorso a piedi l’autostrada fino a notte fonda, altri hanno preferito seguire sentieri di montagna per evitare i posti di blocco. Ma le misure di sicurezza nel frattempo sono state tempestivamente rafforzate. La Spagna ha mandato rinforzi militari e di polizia a Ceuta. Le autorità marocchine hanno schierato veicoli antisommossa dotati di idranti e hanno messo in sicurezza i valichi riuscendo a respingere a più riprese gli emigranti che tentavano di avvicinarsi al confine. Gruppi di emigranti allora si sono spostati sulla costa in cerca di percorsi alternativi per aggirare la recinzione ed eventualmente tentare di entrare a Ceuta a nuoto. A Fnideq si sono verificati scontro tra emigranti e forze dell’ordine durante i quali sono stati incendiati autobus e auto.

Su che cosa abbia indotto così tante persone a tentare di raggiungere la Spagna entrando a Ceuta, per molti non ci sono dubbi. Gli emigranti irregolari e le organizzazioni criminali alle quali si rivolgono per viaggiare clandestinamente ritengono che la Spagna sia diventata una porta d’accesso all’Europa più facile e sicura di altre, e per due motivi. Il primo è che a giugno la Corte suprema spagnola ha stabilito che gli emigranti fermati in mare mentre tentano di raggiungere Ceuta e Melilla non possono più essere estradati in Marocco con una procedura abbreviata. Inoltre, e ancora più allettante, il governo spagnolo ha deciso di regolarizzare la posizione di centinaia di migliaia di stranieri concedendo un permesso di soggiorno di un anno, rinnovabile, agli emigranti illegali a condizione che abbiano vissuto in Spagna per almeno cinque mesi dalla fine del 2025 e non abbiano precedenti penali. 1,17 milioni di emigranti irregolari hanno chiesto la regolarizzazione della loro situazione – la scadenza per presentare domanda era il 30 giugno – e 609.737 l’hanno ottenuta: per la maggior parte persone provenienti dall’America Latina e dal Marocco. Fino al 26 luglio in Spagna erano arrivati 14.479 emigranti irregolari, 4.440 dei quali seguendo la rotta atlantica che porta alle Canarie. In Italia ne erano arrivati 15.858 e in Grecia 18.569.

Le autorità spagnole hanno dichiarato che, nonostante la sentenza della Corte suprema, intendono espellere il più rapidamente possibile le persone entrate a Ceuta in queste ore e che, in ogni caso, nel frattempo sono bloccate lì e non potranno raggiungere la terraferma spagnola. Nella serata del 31 luglio la marea si invertiva. Alle ore 18 di ieri (per chi legge) sono state confermate oltre 48.300 partenze da Ceuta verso il Marocco, secondo i dati forniti dal ministero dell'Interno spagnolo.

Tuttavia l’“attacco”, come lo ha definito il premier spagnolo Sanchez, ha suscitato reazioni allarmate in Europa. Il presidente della Commissione Europea, Ursula von del Leyen, ha definito “inaccettabile” quello che sta succedendo a Ceuta e ha detto che deve “finire immediatamente”. Il ministro dell’Interno francese, Laurent Nuñez, ha dichiarato di aver già impartito istruzioni «per intensificare immediatamente i controlli al confine spagnolo». Il ministero dell’Interno italiano nel tardo pomeriggio del 31 luglio ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aree con la Spagna. In precedenza il primo ministro italiano, Giorgia Meloni, aveva detto che l’Italia era pronta «a intervenire con misure straordinarie per difendere i confini e la sicurezza degli italiani, inclusa la sospensione dell’area Schengen con la Spagna». Il ministro dell’interno finlandese, Mari Rantanen, aveva elogiato la proposta del premier italiano e aveva detto che l’Unione Europea dovrebbe condividerla. A seguito di un confronto telefonico, il ministro Piantedosi e il ministro Nuñez hanno concordato sull’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due paesi. 

Prima d’ora, un massiccio arrivo di emigranti illegali si era verificato solo nel maggio del 2021. Da 8mila a 10mila africani, in gran parte marocchini, erano entrati a Ceuta nell’arco di poche ore prendendo di sorpresa il sistema di sicurezza spagnolo. Determinante però era stato il fatto che le guardie di frontiera marocchine non fossero intervenute come di consueto a fermare gli emigranti sul loro versante. Era un momento di alta tensione diplomatica tra Spagna e Marocco a causa della decisione di Madrid di permettere l’ingresso nel paese per cure mediche a Brahim Ghali, il leader del Fronte Polisario, il movimento che rivendica l’indipendenza del Sahara Spagnolo annesso dal Marocco nel 1976. Ad aprile Ghali aveva contratto il Covid-19 ed era stato ricoverato nell’ospedale spagnolo di Logrono. Il governo marocchino aveva reagito rabbiosamente e aveva ammonito che ospitare Ghali, seppure per motivi meramente umanitari come dichiarato dal governo spagnolo, avrebbe portato a conseguenze spiacevoli. Così era stato.