Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
IL RAPPORTO

Chi finanzia Hezbollah, una rete di illegalità globale radicata in Europa

Secondo il rapporto della britannica Chatham House, Hezbollah si finanzia attraverso una rete globale di traffici illeciti. I paesi europei stentano a combatterla perché continuano a distinguere fra "ala politica" e "ala militare" del Partito di Dio.

Esteri 04_05_2026
Hezbollah (AP)

Secondo un recente report del Centro austriaco di documentazione sull’Islam politico, Hezbollah mantiene una presenza finanziaria radicata in Europa, con un bilancio annuo superiore a 1 miliardo di dollari, di cui circa il 30% proveniente da attività illegali distribuite su scala globale.

The Financial Operations of Hezbollah in Europe, firmato da Lina Khatib, responsabile per il Medio Oriente e il Nordafrica del centro studi britannico Chatham House, rileva che il confine tra criminalità organizzata e finanziamento del terrorismo è sempre più labile. È in questa zona grigia che l’Europa assume un ruolo centrale, perché qui il “Partito di Dio” riesce a trasformare denaro sporco - circa un milione di euro a settimana tra Germania, Belgio e Francia- in flussi apparentemente legittimi grazie a una combinazione di commercio internazionale, sistemi finanziari frammentati e controlli disomogenei.

Il denaro proveniente dal traffico di droga, ad esempio, viene mischiato ai proventi del commercio di automobili e immobili. La rete di riciclaggio, oltre alle attività di raccolta fondi, sfrutta anche il mercato dell’arte per mantenere un alto livello di discrezione e occultare capitali illeciti. Opere di valore vengono acquistate e rivendute approfittando della scarsa trasparenza del settore e della forte soggettività nella determinazione dei prezzi, un meccanismo che consente trasferimenti internazionali di denaro senza attirare attenzione.

Questa infrastruttura era in grado di riciclare milioni di euro a settimana. Veniva spesso impiegato anche il sistema informale hawala, basato su intermediari che trasferiscono contante. Negli ultimi anni si è registrato anche un maggiore uso di criptovalute, in particolare della stablecoin Tether, per spostare fondi in modo anonimo.

Lo studio descrive le attività di Hezbollah in Austria, citando un caso giudiziario del 2020-2021 in cui un cittadino libanese è stato condannato per appartenenza all’organizzazione. Il tribunale ha accertato che era attivo dal 2006, aveva reclutato circa 250 persone e partecipato ad attività di addestramento ideologico e militare.

Inoltre, viene ricostruito il coinvolgimento del “Partito di Dio” nel narcotraffico internazionale. Nel 2021, nell’ambito dell’“Operazione El Capta”, le autorità austriache hanno smantellato una rete criminale che trafficava captagon e cocaina dal Libano verso l’Europa e successivamente verso il Medio Oriente, utilizzando Austria e Belgio come snodi di transito e una pizzeria nei pressi di Salisburgo come copertura logistica. Secondo gli investigatori, questa rotta veniva scelta perché le spedizioni provenienti dall’Europa erano sottoposte a controlli meno rigorosi nei Paesi di destinazione.

Il captagon è uno stimolante anfetaminico (fenetillina), noto anche con il nome arabo Abu Hilalain (“Padre delle due Lune crescenti”), per via delle due “C” impresse sulle pastiglie, ed è spesso definito “droga del combattente” per i suoi effetti su resistenza e vigilanza. È stato associato mediaticamente all’uso da parte di gruppi jihadisti come l’Isis e, secondo alcune fonti, anche a gruppi coinvolti negli attacchi del 7 ottobre. Su larga scala, produzione e traffico risultano invece principalmente riconducibili a reti criminali operanti tra Siria e Libano.

«Finché questi flussi di denaro continueranno, l’organizzazione manterrà la capacità di operare, a prescindere dalle battute d’arresto sul piano militare», scrive l’autrice del report, che insiste sulla mancanza, in Europa, di una classificazione univoca di Hezbollah come organizzazione terroristica: un vuoto normativo che genera zone grigie e ne facilita le attività. In diversi Paesi membri persiste infatti la distinzione tra ala politica e ala militare, nonostante la loro interconnessione operativa e istituzionale in Libano. Inoltre, in più occasioni il gruppo ha cooperato con i pasdaran iraniani inseriti dall’Ue nella lista delle organizzazioni terroristiche nel 2026.

Questa separazione è giustificata dalla necessità di mantenere canali di comunicazione con il Libano, ma apre a scappatoie legali per associazioni e attività bancarie. Ciò consente all’ala politica di operare legalmente e raccogliere fondi tramite enti religiosi o di beneficenza. Per contrastare le reti finanziarie di Hezbollah in Europa è fondamentale affrontare la sua presenza nella struttura statale libanese, da cui ottiene protezione e risorse. Un cambio di governo in Libano e l'abolizione del segreto bancario sarebbero «due passi significativi nella giusta direzione», conclude Khatib.