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Checco Zalone e il politicamente corretto

L’attore Checco Zalone viene intervistato dal Corriere. «Purtroppo non si può dire più nulla - dichiara Zalone -. Se riproponessi certe imitazioni di dieci anni fa, tipo quella di Giuliano dei Negramaro, mi arresterebbero. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli uominisessuali».

Poi però l’anticonvenzionale Zalone si allinea anche lui al politicamente corretto. Aldo Cazzullo infatti osserva che «Lei non scherniva gli omosessuali, ma coloro che li scherniscono» e l’attore così ribatte: «È evidente; anche se forse non a tutti. L’unica cosa atroce qui è la psicosi del politicamente corretto. C’è sempre qualche comunità, o qualche gruppo di interesse, che si offende».

Più avanti Zalone ricorda un episodio legato ad una edizione del Festival di Sanremo: «Volevo prendere in giro Povia, che aveva fatto una canzone agghiacciante, “Luca era gay e adesso sta con lei”; come se l’omosessualità fosse una malattia da curare. L’idea era salire sul palco dell’Ariston con una medicina in mano, il Frociadil 600, ovviamente una supposta. Gli autori mi fecero capire che non era il caso».

Insomma un colpo al cerchio e una alla botte per essere irreverente ma non troppo.

https://www.corriere.it/spettacoli/19_dicembre_22/checco-zalone-basta-la-psicosi-politicamente-corretto-5ce5d55e-2429-11ea-8330-496805e4bde5.shtml