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a cura di Anna Bono
Emigrare, perché?

Centinaia di tifosi delusi lasciano la Tunisia per protesta

Arrabbiati perché la loro squadra di calcio era stata secondo loro ingiustamente eliminata da un torneo, 300 tifosi tunisini hanno deciso di lasciare il paese ed emigrare l’Italia  

Migrazioni 30_12_2020

Che cosa spinge le persone a emigrare illegalmente? È una domanda che tanti in Italia si pongono da quando nel 2014-2015 i flussi migratori irregolari hanno assunto proporzioni insostenibili creando crescenti problemi economici e sociali agli abitanti di tanti paesi europei. Per chi chiede e ottiene lo status giuridico di rifugiato, l’imperativo è sottrarsi alla violenza: fuggono perché perseguitati. Ma è una percentuale esigua rispetto ai numeri dei richiedenti asilo. Tutti, se vogliono rimanere in Italia o almeno restarci per un po’ senza essere subito respinti, accusati di ingresso illegale, chiedono infatti asilo e si ingegnano di raccontare storie credibili. Molti parlano violenze domestiche subite, di contrasti famigliari, di liti degenerate in faide: creditori minacciosi, un marito, uno zio, un nonno violenti, un parente arrabbiato per questioni di denaro... Sperano di ottenere almeno protezione sussidiaria – una forma di protezione internazionale alternativa allo status di rifugiato istituita dall’Unione Europea e concessa a chi non può ambire allo status di rifugiato, ma si ritiene che sarebbe in pericolo se rimandato in patria – o un permesso di soggiorno per motivi umanitari, soppresso nel 2018 e di fatto ripristinato nell’autunno 2020. Chissà che cosa si sarebbero inventati per non farsi respingere, se fossero approdati in Italia, i 300 tunisini che il 12 novembre, ammassati su cinque imbarcazioni, hanno intrapreso la traversata del Mediterraneo. Dopo un solo giorno di navigazione, però, hanno invertito la rotta e sono tornati in Tunisia. Erano tutti tifosi della Croissant Sportif Chebbien, una squadra di calcio di Chebba, la loro città. Le autorità sportive avevano eliminato la loro squadra per una questione di carattere burocratico. La cosa li aveva disgustati al punto di decidere di emigrare in Europa. Sono tornati indietro dopo aver ricevuto dalle autorità tunisine l’assicurazione che la questione riguardante la Croissant Sportif Chebbien sarebbe stata risolta presto.