Cambio della guardia a New York, l'esordio missionario di Hicks
«La Chiesa esiste per annunciare Gesù Cristo e il Vangelo a tutti: pubblicamente e credibilmente, senza paura, in ogni cultura e circostanza»: con queste parole il neo-arcivescovo dà inizio al suo ministero nella Grande Mela.
È avvenuto ieri, 6 febbraio, il passaggio di consegne tra il cardinale Timothy Dolan e il successore Ronald Hicks, solennemente insediato come nuovo arcivescovo di New York. Hicks ha ringraziato il predecessore «per la sua magnanima guida qui per diciassette anni. In particolare, grazie per il generoso sostegno che mi ha dimostrato sia pubblicamente che privatamente. E a proposito, sappiamo che oggi è il suo compleanno. Buon compleanno e "ad multos annos"». Proprio ieri infatti Dolan ha compiuto 76 anni.
È un'omelia marcatamente missionaria quella del nuovo arcivescovo, contrassegnata da una dichiarazione d'amore all'Eucaristia («il vero corpo, sangue, anima e divinità di Cristo, nostra fonte e culmine»), alla Chiesa e al sacerdozio. «Amo essere sacerdote», ha detto rivolgendosi al clero newyorkese: «Grazie per il vostro SÌ, e non vedo l'ora di conoscere questo meraviglioso presbiterio qui nell'Arcidiocesi». Ha ricordato che la Chiesa non è un «country club» che serve solo i suoi membri, poiché essa invece «esiste per uscire e servire tutti, accesa di fede, speranza e carità nel nome di Gesù Cristo» e che non è un «programma che gestiamo» a renderla missionaria ma «ciò che siamo».
«La Chiesa esiste per annunciare Gesù Cristo e il Vangelo a tutti, pubblicamente e in modo credibile, senza paura, in ogni cultura e circostanza», ha detto il neo-arcivescovo. «Una Chiesa che difende la dignità umana in ogni modo possibile. Una Chiesa che segue l'esempio di Gesù che andò oltre la sua comunità e presentò il Samaritano come esempio di bontà».

