a cura di Anna Bono
  • Attentati

Bruciano le chiese in Canada

Sabato 26 giugno in Canada incendi dolosi appiccati a distanza di un'ora uno dall’altro hanno raso al suolo due chiese nella provincia occidentale di British Columbia: la chiesa di Sant’Anna e quella di Chopaka, che sorgevano entrambe in riserve indigene. Altre due chiese – la chiesa del Sacro Cuore e quella di San Gregorio – erano state incendiate e completamente distrutte dalle fiamme, sempre in territori indigeni della British Columbia, il 21 giugno, Giornata nazionale delle popolazioni indigene in Canada. Il rinvenimento di liquidi acceleranti ha confermato che si tratta di incendi sono dolosi. Sono in corso indagini, ma i responsabili non sono ancora stati individuati. Intervistato dalla CBC, Keith Crow, capo della comunità indigena Lower Similkameen Indian Band, si è detto molto contrariato dell’accaduto: “Sono arrabbiato – ha dichiarato – non ne verrà niente di buono, al contrario”. Molti membri della comunità sono cattolici – ha aggiunto – e sono sconvolti. La recente scoperta vicino a due scuole cattoliche di centinaia di tombe di bambini, risalenti al secolo scorso, ha suscitato scandalo e profondo risentimento. A maggio sono stati rinvenuti i resti di 215 bambini nei pressi della Kamloops Indian Residential School amministrata dalla Chiesa cattolica romana, aperta nel 1890 e chiusa nel 1978. Il 24 giugno sono state scoperte 751 tombe anonime presso la Marieval Indian Residential School, un ex convitto anch’esso gestito dalla Chiesa cattolica. Tra il 1863 e il 1998 più di 150.000 bambini indigeni sono stati costretti, nell'ambito di una politica governativa di assimilazione linguistico-culturale, a frequentare scuole cattoliche e di altre denominazioni cristiane e successivamente rilevate dallo Stato. I numerosi decessi nei convitti erano in gran parte dovuti alle pessime condizioni igieniche. Spesso gli allievi erano ospitati in edifici malsani, mal riscaldati e dotati di strutture igieniche inadeguate.