• L'INTERVISTA ALL'EX MINISTRO

Berlinguer: “Paritarie da aiutare, Sinistra estremista”

La Bussola intervista Luigi Berlinguer, papà della riforma della parificazione scolastica: “Le paritarie sono espressione principale dell'educazione di ispirazione cattolica che rivendica il suo spazio, è giusto che lo Stato le aiuti”. Secondo l'ex ministro dell'Istruzione lo scoglio è "in casa sua".

«Contro le scuole paritarie sono i soliti estremisti di Sinistra. Hanno osteggiato anche la mia riforma, figuriamoci se cambiano». Luigi Berlinguer è il padre della riforma scolastica che prende il nome di Legge 62/2000. È grazie al lui, ministro dell’Istruzione dal ’96 al 2000 se oggi le scuole private sono a tutti gli effetti parificate e inserite a pieno titolo nel sistema scolastico pubblico.

Logica vuole che anche Berlinguer in questa intervista alla Nuova Bussola Quotidiana veda con preoccupazione la situazione politica che si è venuta a creare dopo che moltissime paritarie, falcidiate dal venir meno delle rette a causa del Covid, hanno alzato bandiera bianca e annunciato che a settembre non potranno riaprire i battenti.

Giovedì le paritarie organizzeranno un flash mob davanti a Montecitorio: «Prima del voto alla Camera sul dl Rilancio occorre un impegno straordinario e appassionato del Parlamento affinché le scuole paritarie possano riaprire, a settembre. E con la sopravvivenza della scuola pubblica paritaria è in gioco un pezzo essenziale della stessa libertà di tutti», si legge in una nota diffusa dalle congregazioni religiose che gestiscono istituti scolastici.

Professore, una parificazione scolastica di nome, ma non nei fatti. La sua riforma è rimasta a metà?
È un problema tutto italiano: in Europa l’istruzione è in mano a diversi gestori, purtroppo in Italia educazione e istruzione non coincidono nei due termini. Educazione non significa automaticamente istruzione. Non dimentichiamo che i veri eroi nazionali, che hanno fatto l’Italia, dal Risorgimento ai primi secoli del ‘900, sono le maestre che hanno alfabetizzato questo paese e grazie alle quali la lingua italiana è diventata un fatto popolare.

Perché questo balzo indietro di 150 anni?
Perché è la premessa di ogni discorso. In questo quadro la storia italiana è stata fortemente condizionata dal Vaticano.

Lo dice con toni anticlericali?
No, lo dico perché l’istruzione è naturaliter pubblica, ma dobbiamo capire che in questo, il mondo cattolico ha avuto da rivendicare il suo spazio rispetto alla burocrazia dello Stato e al reclutamento statale che poteva creare problemi a quella che chiamiamo l’educazione cattolica.

Dice questo perché la componente cattolica della scuole paritarie è quella preminente? 
Certamente, è una questione di libertà il considerare il peso di una parte, di ispirazione cattolica, nell’attività pedagogica.

Detta da lei… che è stato comunista…
Io comprendo che debba avere piena cittadinanza l’educazione cattolica, il Vaticano ha pensato di poter assicurare anche per i genitori italiani le scuole di ispirazione cattolica e quindi difendere in questo modo questa sua aspirazione. Tutto questo ha dato una connotazione molto particolare a tutto l’impianto delle scuole non statali, mentre la Costituzione ha inserito il diritto di istituire scuole, ma senza oneri per lo Stato.

Vecchia questione…
Vista come una contraddizione in certi ambienti: quello di voler qualificare come pubblica solo la scuola di Stato è una confusione. Pubblica è la scuola gestita anche da entità del mondo cattolico, ma in Italia tutto si è scaricato sugli articoli 33 (diritto dei privati a istituire scuole senza oneri per lo Stato ndr) e 34 (obbligo scolastico ndr), mentre è sempre stato tenuto in disparte l’articolo 30 (dovere e diritto dei genitori non solo a mantenere, ma a istruire ed educare i figli ndr).

Quindi?
Quindi i laicisti hanno voluto strumentalizzare quel “senza oneri per lo Stato”, come se fosse una sorta di “arrangiatevi” rivolto ai privati. Invece va intesa così: distinguere l’atto dell’istituzione della scuola dalla possibilità che lo Stato la aiuti effettivamente se ha bisogno di aiuti. In questo senso è giusto garantire che lo Stato intervenga come vuole. Le forze estremiste invece, dentro cui ci sono i super laicisti, vorrebbero impedire allo Stato di essere generoso.

Cioè lo Stato dovrebbe aiutare perché generoso?
Lo Stato è libero di investire come vuole per garantire la funzione pubblica, non per governarla, ma per garantire che la funzione sia proprio l’istruzione. Senza oneri non è riferito al governare la funzione dell’Istruzione. Ma c’è di più.

Cosa?
Che la Costituzione dice che c’è un diritto di istituire scuole, non ha detto è una facoltà, ma un diritto. Lo Stato riconosce questo diritto e se ne serve.

Quindi la sua legge assicura che i titolari di questo diritto (le scuole) possano chiedere allo Stato di essere sostenute?
Credo che essendoci una delicata funzione di acculturazione, lo Stato debba aprire quattro occhi, non due, quindi tutto ciò che produce cultura deve essere sostenuto. In tutti gli altri campi, ci sono attività organizzate di privati e se lo Stato valuta che è il sostegno è proprio perché da soli non ce la fanno, allora aiuta.

Non solo perché da soli non ce la fanno, ma perché lo Stato capisce che da solo non ce la fa. L’intervento non deve essere assistenzialista, ma andare nella direzione della sussidiarietà.
Non è assistenzialismo, è promozione di cultura diffusa. Ma siccome non ce la faccio da solo chiedo un aiuto…

È assistenzialismo…
Ma non è una delega, è un intervento a sostegno, secondo me. Lo Stato interviene in tanti campi svolti da privati, ma laddove hanno un rilievo pubblico per cui la politica dello Stato ha un estremo interesse a sviluppare quel campo: io intervengo, sono legittimato da tutti i punti di vista e sono portato a farlo per ragioni di politica generale.  

Quindi non è solo un diritto ma è un bene politico che i privati possano fare questo naturalmente?
Certo e le leggi non devono scoraggiare o arricciare il naso come se il privato fosse altro da sé. Tutto ciò che è investimento nella scuola e svolge una funzione pubblica, pur essendo un privato, va sostenuto. In questo senso il privato si sente legittimato a chiedere un aiuto.

Oggi al governo c’è la Sinistra. La stessa Sinistra da cui proviene lei. Perché questo concetto non riesce a capirlo?
Non è che non riesca a capirlo, è che è estremista.

Prego?
Ci sono diverse Sinistre: c’è una Sinistra illuminata, che ha portato avanti la giustizia sociale e c’è una Sinistra che capisce poco. La dialettica all’interno del nostro mondo è parte essenziale per vitalizzarla e non lasciarla in mano a una visione estremista che non valorizza la qualità, le eccellenze e che cerca l’omologazione anche al ribasso.

Oggi questa Sinistra è al potere…
E bisogna fare sparire questo modo di pensare perché sta facendo danni come la grandine. Anzi, questa è una Sinistra alla grandine. Lo scrivo anche nel mio libro Ri-creazione.

Sinistra alla grandine, ma si è alleata con i cinque stelle alla tempesta, visto che a mala pena riconoscono i privati nel sistema scolastico pubblico…
Eh… l’Italia ha votato così…

Allora, chiarito ora che le paritarie necessitano di aiuti, di quali aiuti stiamo parlando? Fiscalità di vantaggio per le famiglie o soldi alle scuole?
Non mi compete, direi che bisogna perseguire le via di finanziamento più concretamente possibili.

Non le sembra strano che proprio lei che è stato comunista difenda la libertà d’insegnamento?
La mia riforma è stata anche un banco di prova molto severo per le scuole private.

Ad esempio?
Ho fatto intervenire lo Stato correggendo la stortura per la quale nelle scuole non statali potesse insegnare chiunque, anche senza la laurea. È stata una lotta dura sa? Ma io mi sono impuntato: “Se non hanno le lauree e i titoli di studio, non va bene”.

Chi ha osteggiato di più la sua riforma a Sinistra?
Gli estremisti.

Ad esempio?
Non mi faccia fare dei nomi…

Ma oggi chi potrebbe osteggiarla?
Ho visto che anche Corrado Augias è uscito ultimamente contro le scuole private, mentre sempre su Repubblica ho letto un articolo di Alessandro De Nicola, che invece mi è piaciuto. Glielo consiglio, lo legga.

Letto. Augias chiama ancora pubblica solo la scuola statale…
Vede? Il solito estremista. Io da ragazzo ero un estremista ridicolo, mi gonfiavo la bocca con paroloni, poi il riformismo ha conquistato terreno…