• CHIESA TEDESCA

Bätzing replica ai 74 vescovi. E nega il rischio scisma

Correzione fraterna rispedita al mittente. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca risponde, irritato, alla lettera firmata da 74 vescovi di tutto il mondo che lamentano la deriva anticattolica del Cammino sinodale in Germania. Bätzing si fa di nuovo scudo del Papa e rilancia tirando strumentalmente in ballo la questione abusi.

Non è caduta nel vuoto la lettera che 74 vescovi di tutto il mondo hanno indirizzato ai loro confratelli tedeschi criticando il Cammino sinodale in corso in Germania. Il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Georg Bätzing, ha risposto il 14 aprile, Giovedì Santo, scrivendo a monsignor Samuel J. Aquila, arcivescovo metropolita di Denver e uno dei promotori dell’iniziativa che ha riscosso consensi soprattutto in Africa e negli Stati Uniti.

Però, la risposta di Bätzing - pubblicata anche sul sito ufficiale della Conferenza episcopale tedesca - difficilmente rassicurerà i 74 presuli firmatari. Nessun passo indietro da parte del capo dell’episcopato tedesco, infatti, ma anzi la rivendicazione di quello che viene definito iltentativo in Germania di indagare le cause sistemiche del fenomeno abusi e il suo insabbiamento” nella Chiesa. Il capo dei vescovi tedeschi ha contrattaccato proprio lamentando l’assenza di una menzione sulla questione abusi nella lettera critica dei 74 vescovi. “Sarei molto sorpreso - ha scritto Bätzing rivolgendosi ad Aquila - se tu e i firmatari della Lettera aperta non vedeste l’importanza della necessità che la Chiesa affronti la questione abusi” e da ciò trarre conseguenze. Ancora una volta, poi, il vescovo di Limburgo si fa scudo dietro alla figura di papa Francesco per difendere l’indirizzo intrapreso dal Cammino sinodale, sostenendo che esso “non lede in alcun modo l’autorità della Chiesa, compresa quella di papa Francesco, come lei scrive”. Così come aveva fatto in risposta ai vescovi polacchi, il presidente della Conferenza episcopale tedesca rivendica di aver “potuto parlare più volte con il Santo Padre del Cammino sinodale”.

Il Papa, nella sua lettera del 2019 “al popolo di Dio che è in cammino in Germania”, aveva ricordato che intraprendere un cammino sinodale non è una “ricerca di risultati immediati che generino conseguenze rapide e mediatiche” e aveva messo in guardia dalla “tentazione del padre della menzogna e della divisione, il maestro della separazione che, spingendoci a cercare un bene apparente o una risposta a una data situazione, di fatto finisce col frammentare il corpo del santo e fedele popolo di Dio”.

Per Bätzing, però, la Chiesa cattolica in Germania non “è in pericolo scisma”; e il vescovo di Limburgo rilancia, sostenendo che il Cammino riceve lettere di sostegno da parte di “molti credenti”, anche impegnati nel ministero episcopale. Monsignor Bätzing si è opposto all’affermazione secondo cui il Cammino sinodale è stato finora guidato da “analisi sociologiche e ideologie politiche contemporanee come l’ideologia di genere”, sostenendo invece che il processo sia stato guidato dalla Scrittura, dalla Tradizione, dalla teologia, dalla percezione dei fedeli e dai “segni dei tempi interpretati alla luce del Vangelo”.

Insomma, pur ringraziando formalmente per la lettera aperta, il capo dei vescovi tedeschi ha respinto al mittente gli allarmi sollevati dai 74 vescovi e non ha nascosto l’irritazione per l’iniziativa.

 

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