Atti vandalici e di profanazione contro chiese e statue sacre, tutti in Italia
Tre chiese sono state profanate da ignoti, a Lugo e Brentonico, e a Ischia è stata decapitata la Madonnina della Pelara
Don Leonardo Poli, parroco della Collegiata di Lugo, in provincia di Ravenna, ha deciso di chiudere la sua chiesa dopo la messa del mattino in seguito a una lunga serie di atti vandalici. Lo ha annunciato con amarezza l’11 agosto spiegando che tenere chiusa la chiesa durante il giorno è necessario finchè non avrà installato un sistema d’allarme. L’episodio più grave si è verificato il 31 luglio quando cinque ragazzini di età compresa tra 12 e 15 anni, italiani e stranieri, sono stati sorpresi dal sacerdote vicino all’altare e si sono dati alla fuga. Ma intanto avevano rovinato un candelabro del valore di 2.000 euro dopo averlo coperto di sputi, avevano scassinato una cassetta delle offerte, ne avevano forzata un’altra senza riuscire ad aprirla e avevano danneggiato delle candele di plastica. Don Poli si è rivolto alle forze dell’ordine per individuarli e parlare con le loro famiglie, ma gli è stato risposto che non potevano rivelare l’identità dei piccoli vandali. Ha parlato anche con l’imam di Lugo che conosce i ragazzi e che si è detto dispiaciuto. Il 16 agosto ignoti hanno ha reciso la testa della Madonnina della Pelara, a Panza, nel comune di Forio d’Ischia. La statua si trova lungo il sentiero che conduce alla baia di Forio. È la terza volta che la Madonnina viene danneggiata e prima, nel 2023, era stata fatta sparire. Per questo, secondo la Pro Loco di Panza, non si tratta di una azione compiuta con superficialità, ma di atti vandalici mirati: l’atto, sostiene la pro loco, “non è più un caso o una bravata. Nella comunità c'è qualcuno che non accetta i nostri simboli”. I responsabili finora non sono stati individuati. Nel frattempo come le altre volte la statua è stata restaurata. Il 21 agosto don Daniele Laghi, parroco di Brentonico, in provincia di Trento, ha denunciato due episodi gravi di profanazione, giustamente da lui definiti “vergognosi e di disprezzo”. Il 16 agosto, festa di san Rocco, qualcuno e entrato nella chiesetta a lui dedicata e ha urinato sulle tovaglie dell’altare. Il 20 agosto degli escrementi umani sono stati rinvenuti nella cripta arcipretale di Brentonico, dietro l’altare. La tovaglia dell’altare è stata utilizzata per pulirsi. “Secondo me – ha dichiarato don Laghi – lo hanno fatto volutamente in spregio alla chiesa, parlerei di una vera profanazione. Non mi è mai successo di vedere una cosa simile”.

