• DOPO FRANCO TOCCA AI RELIGIOSI

Attacco alla Chiesa: in Spagna cacceranno i Benedettini

I social-comunisti spagnoli hanno iniziato la loro vendetta: vogliono a tutti costi espellere i monaci benedettini dall'abbazia della Santa Croce della Valle dei caduti della guerra civile. Durante l'esumazione della salma di Franco furono gli unici ad opporsi. Si profila una lunga battaglia legale, ma l'accordo bilaterale siglato con la Santa Sede mette la Chiesa nella posizione di essere l'ago della bilancia. E già Sanchez e Iglesias hanno iniziato a minacciare la Chiesa. 

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Nel corso dell’attuale legislatura, il governo social comunista di Pedro Sanchez e Pablo Iglesias cercherà di espellere i monaci benedettini dall'abbazia della Santa Croce della Valle dei caduti, situata a 50 km a nord di Madrid. Però non sarà tanto semplice come ipotizzano i media vicini al Partito Socialista e Podemos.

Il complesso monumentale della Valle dei caduti, uno dei più importanti d'Europa, meraviglia architettonica sormontata dalla croce più grande del mondo, è proprietà dello Stato attraverso il Patrimonio Nazionale, un organismo pubblico. La titolarità e l’amministrazione dello stesso, è di una Fondazione creata nel 1957 che affidò ai monaci di portare a termine il fine della Fondazione: “Pregare Dio per le anime dei morti della crociata nazionale, impetrare le benedizioni dell’Altissimo per la Spagna e lavorare per il riconoscimento e la promozione della pace tra gli uomini, soprattutto la giustizia sociale cristiana”.

Questa delega si è prodotta in virtù di un accordo bilaterale tra lo Stato spagnolo e la Santa Sede, che non può essere cancellato unilateralmente. Quindi la pretesa del governo è destinata ad una battaglia legale. Sanchez e Iglesias la inizieranno senza dubbio perché il loro odio al momento è superiore a qualunque altra considerazione. Però dovranno fare i conti con la resistenza giuridica dell'abbazia e anche con la resistenza della nunziatura apostolica.

Perché questo odio?

In primo luogo, perché la Valle dei Caduti è un progetto personale di Francisco Franco. Egli, senza dubbio, non pensò mai di essere sepolto lì. La decisione venne presa nel 1975, poche ore dopo la sua morte e questo obbligò a improvvisare un sepolcro in appena due giorni.

Franco voleva che il monumento simboleggiasse la pace tra tutti gli spagnoli, per questo decretò che nella Valle fossero sepolti combattenti di entrambe le fazioni della guerra civile, la qualcosa si fece nella maggior parte dei casi con il consenso dei familiari. E volle che venne coronata da una croce simbolo di perdono. Dispose anche che lo spazio fosse consacrato allo studio e alla diffusione della Dottrina sociale della Chiesa tanto era cosciente che il rancore della sinistra rivoluzionaria in Spagna, si era alimentato in alcuni casi di ingiustizie reali.

Alla costruzione della Valle dei Caduti parteciparono anche lavoratori ordinari presi dalla fazione del Fronte populista, che accettavano volontariamente questo destino. Godevano di un generoso  sconto di pena per il loro lavoro, di un salario e di una vita in semilibertà in un piccolo paesino vicino all'opera. Un libro dello storico Alberto Bàrcena, Los presos del Valle de los caidos (Editorial San Roman) basato sugli archivi inesplorati e sulla documentazione inedita, smentisce tutte le bugie tessute dalla propaganda della Sinistra attorno a questa questione. Basta un unico fatto: la maggior pena per i detenuti per cattiva condotta era l'espulsione dalla valle e il ritorno in prigione.

La croce della Valle dei caduti si vede praticamente da tutta la Sierra di Guadarrama. E quando il sole tramonta, la sua ombra abbraccia distanze incredibili.

È realmente questa croce quello che detestano gli eredi del Fronte popolare che hanno provocato un genocidio anticattolico tra il 1936 e il 1939. La sua grandezza, la sua bellezza, il suo meraviglioso inserimento nel paesaggio, sono un ricordo permanente della fede che perseguitarono.

E ora inoltre hanno un altro oggetto della loro avversione: il priore dell'abbazia, Santiago Canterà, un dottore in storia e prestigioso medievalista di 48 anni, ex professore dell'università prima di essere monaco, che non si è piegato alle pretese profanatrici del governo sullo spazio sacro della basilica quando vollero esumare Franco contro la volontà della sua famiglia e seppellirlo in un luogo diverso.

L'odio socialista nei confronti di Padre Cantera viene da lontano. Nel novembre del 2010, con Papa Benedetto XVI in Spagna, José Louis Rodriguez Zapatero, chiuse la Valle dei caduti per impedire di partecipare alla Messa. Il priore dell'abbazia reagì allora scendendo con tutta la comunità monastica fino all'ingresso del recinto situato ad alcuni chilometri dalla basilica e dalla Croce per dire una Messa all'aria aperta. Nelle domeniche successive anche al freddo e sotto l'acqua o la neve, sempre più persone assistevano alla Messa fino a quando non arrivarono a migliaia tanto da far collassare la circolazione della vicina autostrada. Zapatero dovette cedere e finì per riaprire la Valle.

Quando 8 anni dopo Pedro Sanchez riportò di nuovo il Partito Socialista alla Moncloa, si scontrò un'altra volta con il baluardo di padre Cantera, disposto a difendere la legalità di fronte alle pretese del potere. La battaglia giuridica durò mesi fino a conseguire il sostegno di un tribunale supremo politicizzato e timoroso, il quale con una sentenza che provocò stupore tra gli addetti ai lavori per la sua inconsistenza, legittimò il saccheggio.

Ora i socialisti e i comunisti vogliono portare a termine la loro vendetta, espellendo i benedettini dalla Valle dei caduti.

La posizione giuridica della comunità monastica è solida, nonostante tornerà a dipendere dai giudici. La bilancia può essere inclinata, da una parte o dall'altra,  a seconda del ruolo giocato dalla Santa Sede e dai vescovi. Nel caso della profanazione della tomba di Franco, la gerarchia ecclesiastica lasciò i monaci sostanzialmente da soli di fronte alla violenza mediatica e alle minacce tiranniche di Sanchez. Se dovessero tornare a farlo faciliterebbero il governo nel distruggere unilateralmente gli accordi con la Santa Sede (la Sinistra già minaccia di attaccare la Chiesa nel campo educativo facendo pagare le tasse dalle quali ora è esente) e avranno perso ancora di più il loro ruolo di contropotere. Sarà difficile allora che Sanchez, che ha dimostrato in numerose occasioni di non mantenere la sua parola in appena 48 ore, rispetti ciò che ha promesso nel ricatto.

*Vicedirettore di Religion en Liberdad

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