a cura di Benedetta Frigerio
  • Odio religioso

Assolti in India gli imputati del massacro di cristiani del 2008

 

Nel 2008 in India, nello stato di Orissa, gli integralisti indù sono insorti contro la minoranza cristiana. La falsa notizia che alcuni cristiani fossero responsabili dell’omicidio del guru indù Laxamananda Saraswati, in realtà rivendicato dai maoisti, ha scatenato una ondata di violenze nel distretto del Kahdhamal, costata la vita a 120 fedeli e 11 anni di carcere a sette cristiani giudicati colpevoli, condannati all’ergastolo e rilasciati su cauzione solo nel 2019. Le violenze, oltre ai morti, hanno provocato la fuga di quasi 56.000 cristiani, inclusi circa 12.000 bambini costretti a perdere mesi di scuola. Il bilancio dei danni materiali è stato enorme: 8.000 abitazioni bruciate, danneggiate e saccheggiate in 415 villaggi e 300 chiese demolite. Inoltre gli estremisti indù hanno infierito anche sulle donne. 40 sono state violentate. Il 25 gennaio la Corte suprema ha assolto 3.700 persone accusate di aver partecipato ai pogrom. Restano in attesa di giudizio 170 casi. La notizia è stata accolta con disappunto e grande tristezza dalle autorità religiose. “Non è stata fatta giustizia – ha commentato in collegamento con l’agenzia AsiaNews monsignor John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar – abbiamo sempre sperato e pregato per la giustizia, perché i criminali fossero puniti e coloro che hanno sofferto potessero ottenere una ricompensa”. Tra gli assolti figurano 315 indagati il cui caso era stato sottoposto alla corte dal governo dell’Orissa e per i quali monsignor Barwa aveva chiesto l’istituzione di una squadra investigativa speciale per accertarne le responsabilità. Rallegrandosi che almeno i sette cristiani accusati ingiustamente dell’omicidio abbiano potuto riunirsi alle loro famiglie, monsignor Barwa ha dichiarato: “non rinuncerò mai a lottare per il mio popolo, fino a quando anche l’ultimo dei cristiani avrà ottenuto giustizia. Prego e ringrazio tutti coloro che ci aiutano e che mantengono l’attenzione su di noi”.