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Archie Battersbee, appello rifiutato, c'è spazio per un ultimo ricorso

Rifiutata l'ingiunzione della Commissione Onu per i Diritti delle Persone Disabili, nessuno stop all'intervento dei medici del Royal London Hospital per togliere i supporti vitali ad Archie Battersbee, il 12enne in coma dallo scorso 7 aprile in seguito a un incidente domestico. 
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Il giudice della Divisione Famiglia della Corte d'Appello di Londra ha rigettato l'ingiunzione della Commissione Onu per i Diritti delle Persone Disabili che chiedeva di bloccare la decisione dei medici del Royal London Hospital di avviare la procedura di sospensione dei supporti vitali di Archie Battersbee, il 12enne in coma dallo scorso 7 aprile in seguito a un incidente domestico. Non solo, il giudice, sir Andrew McFarlane, ha ribadito la convinzione che togliere i supporti vitali sia nel "miglior interesse" di Archie. Il giudice ha tuttavia concesso tempo fino alle 12 di domani, nuova ora fissata per l'avvio della procedura di distacco dei supporti vitali. Entro quell'ora dovrà pronunciarsi la Corte Suprema su un ultimo ricorso da parte dei genitori di Archie, che stanno lottando per mantenere in vita il figlio. L'avvio della procedura per mettere a morte Archie, che sarebbe dovuta avvenire oggi alle 14, è quindi rinviata anche se le speranze di una sentenza che rovesci quelle precedenti sono ridotte al lumicino dopo che è stata sancita la non applicazione dell'ingiunzione delle Nazioni Unite. 

La sentenza della Corte d'Appello è arrivata alle 16 (le 17 in Italia), dopo che era stato il Segretario alla Sanità a rivolgersi all'Alta Corte per chiedere un parere urgente riguardo la richiesta della Commissione ONU per i Diritti delle persone disabili di bloccare la sospensione dei supporti vitali per Archie Battersbee in attesa che la stessa Commissione ONU potesse valutare il caso su richiesta dei legali dei genitori di Archie.

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