a cura di Benedetta Frigerio
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Anche il Monastero di Cristo Salvatore a Istanbul sarà convertito in moschea

Dopo Santa Sofia, anche il Monastero di Cristo Salvatore di Chora, che sorge a Istanbul, nel popoloso quartiere di Fatih, diventerà una moschea. Lo aveva deciso il Consiglio di stato nel novembre del 2019 sostenendo che l’edificio doveva tornare “al suo culto iniziale” e il decreto attuativo firmato dal presidente Recep Tayyip Erdogan è stato pubblicato il 21 agosto sulla gazzetta ufficiale. Il monastero era stato costruito nel 534, in epoca bizantina. Muri interni, pilastri e cupole sono interamente coperti da splendidi affreschi e mosaici che risalgono all’XI secolo. In seguito alla conquista ottomana del 1453, il monastero nel 1511 era stato convertito, come Santa Sofia, in moschea. Nel 1945 il Consiglio dei ministri lo aveva adibito a museo. Gli affreschi e i mosaici che nel XVI secolo erano stati coperti con intonaco per non offendere la sensibilità dei fedeli musulmani sono stati ricuperati nel 1958. Sono considerati dei capolavori e fanno del convento uno dei più preziosi esempi dell’arte bizantina. Per questo motivo l’annuncio della sua trasformazione in moschea con quel ne seguirà è stato accolto – riporta l’agenzia AsiaNews – come “un insulto al patrimonio culturale dell’umanità, ancor più di quello subito per Santa Sofia”. Come Santa Sofia, adesso il Monastero passa sotto il controllo della Direzione degli Affari religiosi, la Diyanet diretta da Alis Erbas che si incaricherà dei lavori e delle modifiche necessari perché possa essere utilizzata come moschea. Dopo il loro restauro realizzato da esperti statunitensi con il contributo di alcuni studiosi turchi, i mosaici e gli affreschi sono stati ammirati da milioni di turisti provenienti da tutto il mondo.