• SCHEGGE DI VANGELO

Alla ricerca della Verità

Maestro, hai parlato bene (Lc 20, 39)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi - i quali dicono che non c’è risurrezione - e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda. (Lc 20, 27-40)

La realtà della vita oltre la morte terrena è stata svelata da Dio gradualmente nel corso della storia della Salvezza; il Signore ha grande carità nei confronti dell’umanità: la Rivelazione avviene per gradi e prudentemente non viene svelato più di ciò che gli uomini, tempo per tempo, possono sopportare. Con carità, quindi, Gesù cita un brano dei libri ritenuti anche dai sadducèi ispirati da Dio per dimostrare l’infondatezza della disputa da loro intentata e la verità della vita eterna dopo la morte. Chiediamo anche noi al Signore che ci guidi sempre con amore alla ricerca della Verità.