• LETTERE IN REDAZIONE

Alcune considerazioni sulle elezioni

"..Alcune considerazioni sulla difficile posizione in cui si trovano i cattolici di fronte ai partiti e alle loro scelte elettorali. In particolare sono rimasto sconcertato e rammaricato dal comportamento dell'UDC...".


Caro direttore,
vorrei fare alcune considerazioni sulla difficile posizione in cui si trovano i cattolici di fronte ai partiti e alle loro scelte elettorali. In particolare sono rimasto sconcertato e rammaricato dal comportamento dell'UDC, partito che pensavo ispirato alla Dottrina sociale della Chiesa  e al quale avevo dato il mio voto nelle ultime tornate elettorali. Mi chiedo con quale coerenza e con quale rispetto alla tutela dei "principi irrinunciabili" si possano prendere decisioni così ondivaghe e contrastanti da parte del partito di Casini: già la scelta di costituire un terzo polo alleandosi con Rutelli e Fini (che è divenuto da qualche anno più laicista dei radicali) mi sembra fuorviante ma le scelte elettorali sono state ancora peggio. Alleanze in una provincia col PD e in un'altra col PDL, In un comune allearsi con Fini e in un'altra con Di Pietro, in alcuni andare da soli (e questa sarebbe stata la scelta più chiara) e poi l'ultima decisione pilatesca (senza offesa per Pilato) di non decidere sui ballottaggi, senza contrastare la possibilità che vadano a governare comuni importanti esponenti della sinistra e laicisti che certamente porterebbero avanti le loro politiche contro la Famiglia con Dico, nozze gay, preservativi nelle scuole ecc. Purtroppo in queste scelte l'UDC non è sola se è vero che, nel caso di Milano, anche una parte dela gerarchia ecclesiastica ha preso delle posizioni incompatibili e contrarie anche alla "nota dottrinale" del 2002". Forse non si rendono conto delle grosse responsabilità che si assumono con le loro decisioni. Ma è mai possibile che, loro malgrado, i cattolici siano costretti ad affidare la difesa dei "principi irrinunciabili" al PDL di Berlusconi? Cordialmente,
Vitale Troilo