a cura di Anna Bono
  • PAKISTAN

Abusi fisici e psicologici contro gli studenti cristiani

Pakistan. In questo paese chi non è musulmano è trattato da cittadino di seconda classe, discriminato ed emarginato. La persecuzione dei cristiani è estrema. Il paese è 5° nell’elenco dei paesi in cui è più difficile essere cristiani pubblicato dall’ong Open Doors nel 2018.

L’istruzione scolastica contribuisce a questo stato di cose. Programmi e libri di testo insegnano intolleranza e diffidenza nei confronti delle minoranze. Ne mettono in dubbio il patriottismo e ne ignorano i contributi alla vita economica e sociale del paese. La ong Christian Solidarity Worldwide, CSR, ha dedicato al sistema scolastico pakistano un capitolo del suo ultimo rapporto intitolato "Fede e futuro: discriminazione sulla base della religione o del credo nell’istruzione”. È dagli anni 80 del secolo scorso – ricorda il rapporto – durante la dittatura del generale Zia-ul-Haq, che è stato avviato un processo di islamizzazione della nazione. Da allora all’istruzione è stato dato un orientamento ideologico, inteso a formare le nuove generazioni, rimodellare la società secondo rigorosi principi islamici. Dallo studio condotto dalla CSR, e pervenuto all’agenzia Fides, emerge che i programmi presentano contenuti ostili e usano un linguaggio dispregiativo verso le minoranze religiose; nei confronti degli insegnanti e degli studenti non musulmani sono frequenti atteggiamenti discriminatori e pressioni per indurli a convertirsi all’Islam.

Inoltre è pratica abituale infliggere agli studenti delle minoranze abusi fisici e psicologici, maltrattamenti e atti di bullismo. Il rapporto della CSR esamina il grado di discriminazione in ambito scolastico di altri quattro stati anch’essi inclusi nell’elenco 2018 di Open Doors: Iran, Nigeria, Myanmar e Messico, rispettivamente al 10°, 14°, 24° e 39° posto.