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Aborto: violenze contro i pro-life, Biden non vuol vedere

Il 4 luglio i liberals non celebreranno il giorno dell'indipendenza per protesta contro la sentenza sull'aborto della Corte Suprema. Altri liberals hanno scelto una protesta più estrema: si sterilizzano (+500% nelle operazioni di vasectomia). Intanto crescono le violenze contro le chiese e le sedi dei pro-life. Biden le ignora. 

Washington. Marcia degli abortisti

Oggi 4 luglio festa nazionale e anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti, molta parte della sinistra liberal americana si vanta di non celebrare la ricorrenza, a causa della decisione della Corte suprema di dichiarare che l’aborto non è un diritto costituzionale. Le proteste abortiste, evidentemente da parte di maschi liberals ed ‘incotinenti’, stanno portando anche ad una crescita impressionante di  sterilizzazioni permanenti maschili (vasectomie), con punte di interventi aumentati del 500% nelle ultime settimane. Strano nichilismo: promuovere l’aborto con un’autocastrazione, anche figurata, farà solo crescere il numero di cittadini elettori e ristorerà anche le ragioni culturali dei conservatori.

I Dems e la cultura ‘liberal’ sono ormai alla schitzofrenia totale. A soli dieci giorni  dalla storica decisione della Sentenza Dobbs, ci sono solo effetti elettorali negativi per i  Democratici, i dati sull’affluenza (in calo) alle primarie per i loro candidati dimostrano disaffezione dei cittadini verso un partito sempre più lontano dai bisogni reali e sostenuto solo dai grandi donatori liberal, anche se la polemica di Jeff Bezos contro Biden di ieri è un serio segnale di ‘cambio di clima’. Crescono le violenze e gli appelli perché esse si moltiplichino contro pro life, le chiese ed i giudici. Secondo i dati raccolti da Catholic Vote, dei 172 attacchi alle chiese cattoliche dal 2020, 43 sono stati perpetrati solo dalla pubblicazione della bozza di sentenza Dobbs dello scorso 2 maggio, il cui delinquente esecutore non è ancora stato identificato. Oltre agli attentati descritti su LaBussola nei giorni scorsi, il 30 giugno 2022 c’è stato un tentato incendio doloso al centro pro life ‘Hope Clinic for Women’, di Nashville (Tennessee) ed un un'incendio doloso, all'esterno dell'edificio scuola cattolica St. Anthony of Padua School a Lorain (Ohio), ha provocato almeno un milione di dollari di danni, anche se viste le molte attività serali, l’attentato avrebbe danni ben peggiori (il video lo dimostra).

In questi giorni sono partiti anche gli attacchi informatici alle organizzazioni pro life che “saranno attaccate quotidianamente per garantire che non abbiano uno spazio sicuro su Internet. Vogliamo vendicarci a nome dei milioni di donne della decisione della Corte suprema”, dicono i pirati abortisti. La situazione peggiora e, ancora una volta, con una lettera resa pubblica sabato da diversi organi di stampa, in cui Gail Curley, responsabile dei ‘marshalls’ della Corte suprema, ha chiesto ai Governatori e funzionari del Maryland e della Virginia di far rispettare le leggi che vietano i picchettaggi davanti alle case dei giudici che vivono nei due Stati. "Per settimane e settimane, grandi gruppi di manifestanti hanno scandito slogan” e “picchettato le case dei giudici", ha scritto il ‘maresciallo’ Gail Curley nelle lettere al governatore del Maryland Larry Hogan e a quello della Virginia Glenn Youngkin. Ieri, nella loro risposta alla lettera, entrambi i Governatori Repubblicani hanno assicurato di aver implementato tutte le misure di loro competenza e denunciato a loro volta l’assoluta pavidità del capo del Dipartimento di giustizia federale. La richiesta dei governatori, fatta per la prima volta lo scorso 12 maggio, è stata sinora  completamente ignorata sinora da Garland. Sabato 1 luglio centinaia di dimostranti pro-aborto hanno cercato di bloccare la marcia mensile a favore della vita e la veglia di preghiera presso una clinica abortista di New York, dando vita a uno scontro teso durato ore davanti alla Basilica dell'Antica Cattedrale di San Patrizio. I manifestanti, abortisti di Planned Parenthood hanno tentato di impedire ai partecipanti di lasciare la basilica, la polizia è dovuta intervenire in forze.

Joe Biden? All’incontro del 1 luglio con 9 Governatori democratici pro aborto (New York,Carolina del Nord, Nuovo Messico, Colorado, Massachusetts, Illinois, Washington, Oregon e Rhode Island), il Presidente Joe Biden ha taciuto su violenze a chiese e pro life e sicurezza dei giudici, piuttosto ha ribadito che sostiene di fatto il ‘piano’ del Dipartimento della Salute, descritto su LaBussola, chiederà anche maggiori finanziamenti per la ‘pianificazione familiare’ e, mentendo, ha accusato i governatori repubblicani assurde punizioni sulle donne. Incredibilmente, lo stesso Presidente Biden, poche ore prima, appena rientrato dal vertice NATO, ha candidamente dimostrato di essere cosciente che  l’aborto sia “abortire un bambino”, cioè uccidere un innocente. Ieri, 2 luglio il Segretario alla Salute Xavier Becerra, viste alcune critiche al suo piano pro aborto, si è detto pronto ad adottare tutti i miglioramenti suggeriti dai Dems e dalle multinazionali abortiste.

Menzogne, falsità (molte smentite da LifeAction) e minacce non smettono di riempire le prime pagine dei quotidiani e mass media ‘il-liberals’, la propaganda e la disinformazione abortista, arriva spingere The Atlantic ad invitare le donne a violare le prescrizioni mediche della FDA per l’uso delle pillole abortive. Se è vero che diversi grandi gruppi industriali pagheranno per viaggi dell’aborto per le dipendenti (qui la lista), è anche vero che la stragrande maggioranza dei grandi gruppi mostra rispetto verso la decisione della Corte Suprema. Ad esempio, Facebook e Instagram  rimuoveranno tutti i post dove di parla di kill-pills e intanto, nell’ultima settimana, ben 49 cliniche abortiste hanno chiuso i battenti. Torna ad affacciarsi in molti Stati il rispetto per la dignità umana e la vita nascente.

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