a cura di Benedetta Frigerio
  • Nigeria

17 cristiani vittime di un nuovo attacco Fulani in Nigeria

Il fattore religioso in Africa accentua ed esaspera le divisioni etniche, già di per sé più aspre dove a convivere sono popolazioni tradizionalmente dedite alla pastorizia e all’agricoltura. Ostilità e diffidenza caratterizzano i rapporti tra le comunità, insorgono nei momenti di crisi, persistono latenti anche quando si danno lunghi periodi privi di scontri di rilievo. In Nigeria le tribù di agricoltori cristiani e pastori musulmani hanno rapporti particolarmente difficili nella “cintura centrale” dove si contendono da secoli bestiame, pascoli, terre fertili, sorgenti … Spesso infatti si tratta di spedizioni a scopo di razzia, seguite da rappresaglie per vendetta e per ricuperare i beni sottratti. Ma non sempre è così. Domenica sera 14 aprile un gruppo di pastori di etnia Fulani ha attaccato il villaggio di Konshu-Numa, nel distretto di Akwanga dello stato centrale di Nasarawa confinante con il Territorio della capitale Abuja, mentre gli abitanti, di etnia Mada e quasi tutti cristiani, stavano festeggiando con un banchetto il battesimo di un bambino impartito quella mattina nella chiesa battista locale. I Fulani hanno ucciso 17 persone, inclusa la madre del bambino. Altre otto persone, tra cui il padre del piccolo festeggiato che aveva organizzato il banchetto, sono state ferite in maniera più o meno seria. Il presidente del Consiglio governativo del distretto di Akwanga, Samuel Meshi, ha dichiarato che i cristiani della zona non avevano fatto niente per provocare l’aggressione: “sono arrivati e hanno incominciato a sparare a caso sulla comunità. Le vittime sono state uccise a sangue freddo senza un motivo”.