a cura di Benedetta Frigerio
  • Pakistan

Violato un cimitero cristiano

Il 12 maggio dei vandali sono penetrati nel cimitero cristiano di Okara, una città del Pakistan, hanno rotto molte croci e hanno distrutto più di 30 tombe. La polizia ha avviato indagini contro ignoti, l’accusa è di “vandalismo nei luoghi di sepoltura e vilipendio della religione”. I sospetti ricadono su gruppi di fondamentalisti islamici che agiscono “per seminare odio tra persone di varie fedi – commenta per l’agenzia Fides padre James Bahadur, parroco della parrocchia di Sant’Antonio – e per rovinare la pace e l’armonia tra le persone che vivono nella nostra città”. Il cimitero cristiano, che ha il muro di cinta in comune con la chiesa parrocchiale, si estende per sei acri e ha più di cento anni. La tomba più antica risale al 1903. Il cimitero, spiega padre Bahadur, “ospita anche le tombe degli inglesi che vivevano in quel periodo in questo territorio”. La scoperta della devastazione – un atto di violenza gratuita su simboli cristiani – ha gettato nell’angoscia la comunità cristiana di Okara, la gente è barricata in casa, non osa uscire. “Questa azione di vandalismo – dice padre Bahadur – ha diffuso il terrore nella città e il nostro popolo ha paura. È molto triste vedere che alcune persone hanno attaccato il nostro cimitero, (…) è una offesa alla nostra fede, i nostri sentimenti religiosi sono feriti. Chiediamo di arrestare i colpevoli”.