• BLACK LIVES MATTER

Usa: Kenosha in fiamme, l'inevitabile conclusione di tre mesi di anarchia

L’America ha appena incassato un altro colpo emotivo nel suo “cuore conservatore”, che probabilmente avrà conseguenze nel prossimo novembre, dopo che, il 23 agosto, un nero, Jacob Blake Jr. è stato colpito da un agente di polizia bianco di Kenosha, Wisconsin. La violenza per le strade di Kenosha è ora fuori controllo, specie dopo che un contro-manifestante ha sparato e ucciso due manifestanti

English Español

Tumulti a Kenosha

L’America ha appena incassato un altro colpo emotivo nel suo “cuore conservatore”, che probabilmente avrà conseguenze nel prossimo novembre, dopo che, il 23 agosto, un nero, Jacob Blake Jr. è stato colpito da un agente di polizia bianco di Kenosha, Wisconsin.

Per tre notti sono scoppiate violente insurrezioni di massa in questa idilliaca cittadina sulle rive del lago Michigan. La protesta violenta è degenerata in quella che ormai è ben nota come la via marxista per alimentare una rivoluzione politica, un fatto ormai quasi quotidiano negli Usa dalla tragica uccisione di George Floyd per mano della polizia di Minneapolis, il 25 maggio. I manifestanti, guidati da Black Lives Matter e da agitatori Antifa, finanziati da George Soros con oltre 100 milioni di dollari destinati all’estrema sinistra, hanno fatto capire quale sia la loro ideologia politica forte e chiaro. Lo hanno fatto con cartelli e striscioni portati ben in alto nelle marce pacifiche, anche con atti di saccheggio dei negozi, incendi dolosi, incendi delle auto della polizia, scambiando colpi di arma da fuoco con i contro-manifestanti e lanciando bombe contro le sedi dei tribunali federali.

Tutto ciò è un chiaro segno del loro disgusto per la nazione, una pseudo-guerra civile per appoggiare un “eroico nuovo mondo” guidato da Joe Biden e sottolineato dai loro canti cinici di “Morte all’America!”. Non poteva capitare in un luogo peggiore, dato che Kenosha è ad appena un’ora di guida da Milwaukee, la città che ha ospitato di recente la Democratic National Convention (Dnc), dove gli Usa sono stati disprezzati per il loro “razzismo e violenza sistemici”. I funzionari, i relatori degli eventi e persino il ticket presidenziale Biden-Harris, nella Dnc hanno tutti condannato il Partito Repubblicano e Trump quali malvagi capri espiatori di un’America che brucia, che suonano come Nerone rimirando il loro Paese in fiamme.

Cosa è successo, esattamente? In breve: nel pomeriggio del 23 agosto, il 29enne Blake è uscito dal suo fuoristrada con i tre figli a bordo. Apparentemente ha fermato la sua auto per sedare un violento alterco fra due donne. La polizia locale era stata chiamata sulla scena della lite e ha interrogato Blake per il suo coinvolgimento nell’incidente. Gran parte della discussione fra Blake e le forze dell’ordine è stato ripreso in un video scioccante girato con un cellulare. Si vede Blake allontanarsi dai poliziotti armati, sembra che ignori le loro richieste per ulteriori domande o per un fermo. Un Blake arrabbiato sale poi sul suo fuoristrada, per andarsene in auto o per prendere qualcosa che era a bordo. Con grande sorpresa per gli spettatori, l’agente Rusten Sheskey spara immediatamente diversi colpi di pistola alla schiena di Blake, almeno sette colpi. Dal video non possiamo udire cosa si stessero dicendo, né se Blake avesse minacciato una rappresaglia violenta. Però i media, assieme a Black Lives Matter, hanno già spiccato il verdetto di “omicidio a sangue freddo”, mentre le squadre del campionato Nba hanno indetto un boicottaggio, subito dopo la sparatoria, per chiedere il processo a Sheskey.

Da un punto di vista medico, l’esito finale è: diversi fori d’entrata dei proiettili scoperti dopo il ricovero d’urgenza di Blake in terapia intensiva. Ora rischia di morire per ferite potenzialmente letali all’intestino, stomaco e fegato, e rischia di rimanere paralizzato per sempre, dalla vita in giù, perché la colonna vertebrale è spezzata. L’avvocato di Blake, Ben Crump, dice che sarebbe un “miracolo” se potesse tornare a camminare e successivamente ha confermato che non avesse alcuna arma nella sua auto. Tuttavia, secondo un aggiornamento della BBC, “gli agenti hanno trovato un coltello nell’auto di Blake”. Inoltre, secondo la BBC, il presidente Trump ha inviato almeno “200 agenti dell’Fbi e di polizia penitenziaria” a Kenosha, mentre il governatore del Wisconsin, Tony Evers ha autorizzato l’invio di 500 militari della Guardia Nazionale per aiutare a sedare le violenze. Che continuano nonostante il coprifuoco notturno fra le 20 e le 7. Il presidente Trump ha confermato su Twitter di aver inviato a Kenosha le forze dell’ordine per reagire a “saccheggi, incendi, violenze e illegalità nelle strade americane”.

La violenza ha raggiunto l’apice quando due uomini sono stati uccisi a colpi di fucile, mentre un terzo versa in condizioni critiche, da un contro-manifestante di 17 anni, Kyle Rittenhouse, ora agli arresti per omicidio volontario. Secondo l’Insider, il giovane Rittenhouse, che ha sparato con un fucile semi-automatico, “amava la polizia” e “partecipava a programmi destinati ai giovani che aspiravano a lavorare nelle forze dell’ordine”. Sempre secondo Insider, la contea di Kenosha aveva proposto di “delegare” ai cittadini un ruolo di supporto nel controllo dell’ordine pubblico. Ebbene, abbiamo letto che la decisione presa è di non delegare il ruolo dello sceriffo. «Lo sceriffo della contea di Kenosha, Dan Beth, ha detto mercoledì che la violenza occorsa fa capire perché non voglia incoraggiare i civili ad imbracciare le armi per conto delle forze dell’ordine. “Ieri ho ricevuto una chiamata di una persona che mi ha chiesto perché non deleghi ai cittadini armati il compito di pattugliare le strade di Kenosha – ha detto Beth – e ho subito pensato, ‘dannazione, no!’. Quel che è successo ieri è un esempio concreto del perché non si debba. Poteva essere un vice-sceriffo a uccidere quelle due persone e la responsabilità che ne sarebbe derivata, sarebbe stata immensa”».

Nella corsa alle elezioni presidenziali che si terranno il 3 novembre, il fattore più determinante per la vittoria di Trump o Biden sarà riuscire a smorzare le tensioni razziali e fra cittadini, governo e polizia, più della gestione delle difficoltà causate dal Covid-19 e del contenimento della crisi economica. Senza dubbio, gli agenti di polizia hanno sofferto di forti stress e tensioni che sono alla base delle reazioni esagerate di chi spara ai sospetti per paura di risposte violente. Dobbiamo attendere ulteriori prove su cosa, esattamente, si siano detti Blake e i poliziotti della contea di Kenosha, cosa abbia portato a un uso sproporzionato delle forza, probabilmente non voluto, da parte della polizia.

Quel che è importante è che la polizia, nel frattempo, sia estremamente prudente, specialmente nell’uso delle armi da fuoco, a meno che la vita di un agente non sia inequivocabilmente a rischio. Le riforme della polizia che l’amministrazione Trump sta implementando necessitano di tempo prima che si vedano gli effetti nel Paese.

Un’ultima considerazione, dal momento che Tucker Carlson, commentatore di Fox News, ha detto, suscitando perplessità, che: «Kenosha è precipitata nell’anarchia, perché le autorità cittadine l’hanno abbandonata. Come stupirsi, dunque, che un 17enne armato di fucile decida che si debba mantenere l’ordine quando nessun altro lo sta facendo?». Violenza chiama violenza, certamente, nel momento in cui l’assenza di legge porta a scontri fuorilegge.

English Español