USA consacrati al Sacro Cuore: «il futuro appartiene a Dio»
Giovedì 11 giugno, alla vigilia della solennità del Sacro Cuore, nella Basilica di Nostra Signora dell'Universo a Orlando, in Florida, i vescovi degli Stati Uniti hanno consacrato il Paese perché «questo amore plasmi ogni aspetto della nostra vita, pubblica e privata».
Nel 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti «ci riuniamo non per celebrare noi stessi, ma per consacrare, per affidare, per porre la Chiesa negli Stati Uniti, e di fatto l'intera nazione, nel Sacro Cuore di Gesù Cristo», ha detto mons. William Lori, arcivescovo di Baltimora, durante il rito celebrato giovedì 11 giugno nella nella Basilica di Nostra Signora dell'Universo a Orlando, in Florida.
«Consacriamo la nostra nazione non perché sia perfetta, ma perché è amata da Dio», ha detto ancora il presule, spiegando le ragioni di questo atto, ovvero il riconoscimento «che la storia non è semplicemente il racconto di ciò che gli esseri umani compiono, ma è la storia dell'amore fedele di Dio che opera nel mondo». Esso inoltre è «un atto di speranza» nel futuro che «non appartiene esclusivamente ai movimenti politici, alle forze economiche o ai progetti umani. Il futuro appartiene a Dio».
Un atto che ha una dimensione pubblica, in quanto rivolto alla Chiesa e alla nazione, e pertanto «ci riuniamo pubblicamente per riconoscere che la nostra identità più profonda e la nostra speranza più autentica non provengono da noi stessi, ma dal Signore», il cui Cuore «rivela un Salvatore che desidera non solo la nostra obbedienza, ma anche la nostra amicizia» che desidera estendersi al di là dei singoli individui, poiché «consacrarci al Sacro Cuore significa in definitiva accettare l'invito di Cristo a rimanere nel Suo amore e a lasciare che questo amore plasmi ogni aspetto della nostra vita, pubblica e privata».

