a cura di Benedetta Frigerio
  • Islam

Una speranza per Arzoo, sposa bambina di 13 anni

 

Si apre uno spiraglio per Arzoo Raja, la ragazzina cristiana pakistana di 13 anni sequestrata, costretta ad abiurare la fede e a sposare Ali Azhar, il suo rapitore, un musulmano di 44 anni. Ciononostante il 29 ottobre l’Alta Corte del Sindh (una provincia del Pakistan, n.d.A.) di Karachi ha stabilito che Arzoo aveva scelto liberamente di abiurare e sposarsi nonostante l’evidenza del sequestro e nonostante che, data la sua minore età, né il matrimonio né la conversione all’Islam le fossero consentiti dalla legge. Il 2 novembre però l’Alta Corte ha ribaltato la sentenza: ha infatti stabilito che Arzoo sia portata in una casa rifugio per donne e che Ali Azhar sia arrestato con l’accusa di rapimento, falsa testimonianza e matrimonio con una minorenne. L’agenzia di stampa AsiaNews riferisce che per giustificare la prima sentenza e spiegare le ragioni di quella successiva i giudici hanno chiamato in causa la polizia: “la corte ha criticato il ruolo della polizia per non aver seguito gli ordini dati, riguardo alla protezione della minore, e ha dichiarato di aver dato indicazioni alle forze dell’ordine di continuare a investigare sul caso e fare un test per determinare l’età della ragazza”. A indurre la Corte a rivedere il caso di Arzoo ha contribuito la mobilitazione di organizzazioni cristiane e associazioni femminili. Importante inoltre è stato l’intervento del presidente del Partito popolare pakistano, Bilawal Bhutto-Zardari, che ha organizzato un incontro del governo del Sindh con la Corte “per chiarire tutti i fraintendimenti che l’eccellentissima corte può aver subito e farà ogni cosa in suo potere per garantire la giustizia”. Tuttavia la speranza di una conclusione positiva è temperata da un precedente preoccupante. Si tratta del caso di Maira Shahbaz, la ragazzina cristiana di 14 anni rapita ad aprile, anche lei sposata a forza a un musulmano e costretta ad abiurare. Il 1° agosto un giudice del tribunale di Lahore aveva disposto che lasciasse la casa dell’uomo che l’aveva sequestrata e fosse accolta in una casa rifugio per donne in attesa di riabbracciare i famigliari. Ma il 5 agosto l’Alta corte di Lahore ha ordinato che Maira fosse riconsegnata al marito con la motivazione che si era convertita all’Islam. Per lei è in atto un ricorso.