• SPAGNA

Una legge per fermare l'autobus della libertà

Si sono presentati davanti al Parlamento di Madrid vestiti da prigionieri di Guantanamo i sei attivisti della piattaforma HazteOir che ieri hanno protestato contro la discussione della legge bavaglio per i diritti Lgbt voluta da Podemos.

I militanti di HazteOir vestiti da prigionieri di Guantanamo

Per un autobus della libertà che parte, un altro che rischia di rimanere ai box. Dopo un anno appena di “scorribande” in giro per la Spagna, terra dove l’ideologia gender si è impiantata a dovere, l’autobus della piattaforma HazteOir rischia seriamente di essere fermato. Per la verità in questi mesi le autorità ci hanno provato in tutti i modi a fermarlo, ma il suo consenso cresceva sempre più, soprattutto per quello slogan politicamente scorretto che ne dipingeva la facciata arancione: “I bambini hanno il pene e le bambine hanno la vagina”. Ma dato che all’autobus si sono aggiunti via via anche gli striscioni aerei, il partito che più incarna la rivoluzione della gendercrazia, ha pensato che fosse il momento di fermarlo con le cattive.

Come? Con una legge ad hoc che, tra le altre cose, costringerà l’autobus a fermarsi per violazione della legge sull’identità di genere. Il partito in questione è Podemos e ieri a Madrid è andata in scena una vibrata protesta degli attivisti, che si sono presentati davanti all’assemblea legislativa della capitale spagnola per denunciare il rischio totalitario di una norma del genere. E dato che il colore scelto è l’arancione, in tuta arancione erano anche i sei figuranti imbavagliati, rappresentanti ognuno una categoria che con la nuova legge saranno a rischio censura. Arancioni, proprio come i prigionieri di Guantanamo, che la Sinistra mondialista indica come vittime della repressione imperialista statunitense. Così, giocando sul parallelo il presidente di HazteOir.org Ignacio Arsuaga ha inscenato le conseguenze che potranno subire medici, insegnanti, giornalisti, giudici e ristoratori. Tutti imbavagliati da una legge che impedirà loro di esprimere la loro opinione in tema di diritti Lgbt et similia.

L’hastag #LeyMordazaLGTBI è da qualche giorno trend topic perché mordaza è il bavaglio. Infatti Arsuaga non ci è andato per il sottile, toccando anche lo spettro di Franco, che in Spagna fa sempre il suo effetto: “Questa legge è la più reazionaria dai tempi di Franco. E’ reazionaria perché crea un nuovo organo repressore: la polizia dei costumi sessuali. Così i figuranti si sono messi attorno al collo ognuno un cartello indicante la professione e il motivo della condanna: “Multato perché ho informato sulla legge bavaglio di Podemos”, il giornalista; “Ristorante chiuso perché non ha servito un addio al celibato di un militante Lgbt”; il medico: “Licenziato perché ha applicato un trattamento contrario alla legge bavaglio; Il maestro: “Licenziato per aver espresso dubbi sulla legge bavaglio”. E così via. Inutile aggiungere che con questa legge anche l’autista dell’autobus, e il suo “armatore”, verrebbero severamente multati per diffondere un messaggio politicamente scorretto.

Ieri a Madrid si è votato alla Camera bassa per la presa in carico del Parlamento della proposta di legge di Podemos e HazteOir ha ricordato come i recenti tentativi di fermare l’autobus siano falliti. La commissione provinciale di Madrid e ben due tribunali hanno dato ragione alla campagna di HazteOir dopo le denunce di un’associazione Lgbt che hanno archiviato le querele. Ecco perché, fallita la via giudiziaria, le lobby Lgbt hanno chiesto a Podemos di massare alle maniere forti, licenziando una legge che tra le altre cose permetterà ai bambini minorenni di potersi operare senza il consenso dei genitori. “Abbiamo sempre detto che la nostra non è una campagna contro le persone ma una campagna per i diritti dei bambini e per la libertà dei genitori di decidere il modello educativo che ritengono migliore per i loro figli”.

Tra i punti principali la legge proposta dal partito di Sinistra ultraradicale prevede che nelle scuole i bambini possano dichiarare fin da piccoli il loro orientamento sessuale, come se questa fosse un’esigenza impellente dell’infanzia, oppure effettuare senza il parere dei genitori un trattamento chirurgico. Ma instaura anche la celebrazione del giorno dell’orgullo gay nelle scuole e impone nelle biblioteche la lettura di libri Lgbt fin dall’infanzia. In fase repressiva invece la legge si propone di sequestrare quelle pubblicazioni che non si adeguano ai dogmi Lgbt e appunto sanzionare tutte quelle iniziative volte a ostacolare questa legge. Accanto ad HazteOir, per chiedere ai parlamentari, soprattutto di Ciudadanos e del Partido Popular, anche una petizione che in pochi giorni ha già raggiunto le 53mila adesioni.

Insomma, sembra di rivedere un film già visto, tipico delle dittature: se non puoi fermarli con la ragione, fermali con la violenza. E qui la violenza coincide con il braccio armato della legge.