a cura di Anna Bono
  • Repubblica Centrafricana

Un sacerdote centrafricano vittima di una imboscata in Camerun

 

Padre Jean-Marius Toussaint Zoumalde, missionario cappuccino centrafricano, è stato ucciso da aggressori non identificati nella prima mattina del 20 marzo nei pressi della frontiera tra Repubblica Centrafricana e Camerun. Stava rientrando nella sua parrocchia di Baiboukum, in Ciad, dopo un ritiro di una settimana sul tema del matrimonio, organizzato dalla diocesi centrafricana di Bouar, sua residenza per molti anni. Stando alle prime notizie pervenute, è caduto in una imboscata mentre si trovava nei pressi del villaggio di Ngaoundéré, in territorio camerunese. Sembra che sia stato attaccato e pugnalato a morte da combattenti del Movimento 3R (le R stanno per “ritorno, rigenerazione, reinserimento”), un gruppo armato guidato dal generale Sidiki Abass formato nel 2015 e che imperversa sia nel nord ovest della Repubblica Centrafricana sia in Camerun. Per anni padre Zoumalde ha insegnato nel seminario di Saint-Laurent di Bouar e ha diretto la locale Radio Siriri. Più volte era stato minacciato dai miliziani che controllano estesi territori da quando nel 2013 in Centrafrica è scoppiata la guerra civile a cui partecipano combattenti provenienti dai paesi confinanti. A scontrarsi sono diverse milizie della ex coalizione Seleka, musulmane, e i gruppi di difesa anti-Balaka, formatisi questi ultimi per proteggere dai Seleka la popolazione cristiana e animista, maggioritaria nel paese, ma da tempo responsabili a loro volta di aggressioni e violenze. I 3R, di etnia Peul, sostengono di garantire la sicurezza delle loro comunità dagli attacchi degli anti-Balaka. Sono però accusati di massacri e continui abusi sui civili.