a cura di Benedetta Frigerio
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Un altro cristiano arrestato con l’accusa di “conversione forzata” in India

 

In India l’accusa di aver forzato degli indù a convertirsi al cristianesimo è da tempo uno dei modi più usati per perseguitare i cristiani negli stati della federazione in cui è in vigore la legge anti-conversione. Il 16 ottobre un medico veterinario è stato arrestato con questa accusa a Pakur, nello stato di Jharkhand. Si chiama Dalu Soren, è un ispettore di bestiame e gestisce anche una scuola. Sembra che già in passato sia stato accusato di conversioni forzate di minori. A denunciarlo questa volta è stato il padre di una ragazzina di 13 anni. L’uomo sostiene che Dalun Soren avrebbe offerto a sua figlia 500 rupie (pari quasi a sei euro) perché ripudiasse la fede indù, promettendole che dei missionari si sarebbero occupati di lei e della sua istruzione. L’uomo resterà in custodia cautelare per 14 giorni. “Nutriamo sospetti sull’arresto – ha dichiarato ad AsiaNews Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians – di recente il Jharkhand è un focolaio di persecuzioni contro i cristiani. Quest’ultimo arresto è la prova che le molestie sistematiche condotte contro i cristiani in Jharkhand hanno l’obiettivo di polarizzare la società lungo linee settarie, alla vigilia delle elezioni generali del prossimo anno. Essi [i radicali indù] vogliono persino dividere la popolazione tribale, seminare la discordia nel tessuto sociale per interessi politici”.