a cura di Benedetta Frigerio
  • ISLAMIZZAZIONE

Turchia: 13enne armeno convertito all'islam in diretta Tv

La "conversione" di Arthur

Parrebbe una “fake news” molto grottesca, invece è una notizia molto rilevante sui media turchi: un ragazzino armeno, cristiano, di 13 anni, Arthur, si è convertito all’islam in diretta televisiva. Ma i suoi genitori non ne erano al corrente, non hanno dato il consenso, né alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva, né tantomeno alla sua conversione. La notizia, riportata in italiano da Asia News, risale a sabato 12 maggio quando Arthur, nel corso di una trasmissione sul canale Atv ha ripetuto le parole della confessione musulmana, sotto la guida del professor Nihat Hatipoglu, teologo musulmano e rettore della dell’Università per la conoscenza islamica e la tecnologia di Gazientep. Il ragazzino incespica nelle parole, ripete meccanicamente, si capisce bene che non sa neppure bene quel che sta dicendo, il teologo gli fa ripetere certe parole anche più di una volta, alla fine la formula è completata, il pubblico applaude: la Turchia ha un musulmano in più. Ma da qui inizia la vicenda giudiziaria, perché i genitori non hanno affatto accettato un simile trattamento. Il ragazzino può anche aver considerato quell’esperienza come un gioco, ma adesso è musulmano e se torna cristiano è apostasia. Da apostata diverrebbe un soggetto a rischio: anche dove l’apostasia non è un reato capitale potrebbe rimanere vittima dei fondamentalisti. Gli armeni, che hanno subito il genocidio nel 1915 e che in Turchia sono rimasti in pochissimi (da 50mila a 70mila, a seconda delle stime, su una popolazione di 81 milioni di turchi) temono di scomparire del tutto. Temono prima di tutto di essere cancellati come minoranza religiosa cristiana, anche per mezzo delle conversioni forzate. Per la comunità armena si tratta di una chiara violazione del Trattato di Losanna (1923) che protegge anche i “diritti dei sudditi non musulmani della Turchia” anche dalla conversione forzata. La conversione di un minorenne, senza il consenso dei genitori, è una conversione forzata. Il caso è diventato politico: la mamma del ragazzo ha coinvolto anche il deputato d’opposizione Garo Paylan, dell’Hdp, partito di sinistra che difende i diritti delle minoranze (curdi, soprattutto). Paylan invierà un esposto ai produttori del programma per abuso su minori.