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Strega a scuola, parola d'ordine: minimizzare

Dopo l'articolo della Nuova BQ sul caso di stregoneria in classe a Mocasina, il circuito mediatico cerca di minimizzare e accusa con sarcasmo di essere tornati alla caccia alle streghe. La "strega Ramona" ammette il ricorso ad amuleti e segreti, ma per normalizzare una pratica che la Chiesa, attraverso gli esorcisti, ribadisce invece come un pericolo, anche se dietro il paravento dell'innocenza. Come dimostrano le storie delle adolescenti finite nella stregoneria Wicca e i giochi come Charlie Challenge. Perché con l'occulto, dice l'educatrice, "non c'è da scherzare mai".

Ha suscitato una vastissima eco, com’era prevedibile, la notizia data dalla Nuova BQ sulla lezione di stregoneria tenuta in una primaria di Mocasina in provincia di Brescia a fine febbraio. “Le avventure della strega Romilda”, il corso rivolto ai bambini e tenuto dalla scrittrice Ramona Parenzan che lo ha definito un corso di intercultura, è diventato in poco tempo un caso mediatico. Complice anche l’interessamento di alcune trasmissioni che si sono subito fiondate a descrivere una sorta di caccia alle streghe per depotenziare la gravità dell’episodio, che si è svolto all’oscuro dei genitori e quindi senza tenere conto del patto educativo che dovrebbe esserci con la scuola. In questi giorni del caso si è parlato molto, spesso a sproposito, ma la stessa dirigenza scolastica non ha fornito ai genitori le dovute spiegazioni. A Brescia è intervenuto persino il sindaco perché si è scoperto che il progetto delle "Avventure della strega Romilda" è stato sponsorizzato dalla biblioteca civica e attraverso quel canale è arrivato in classe.

L’AMMISSIONE

Cominciamo subito da un dato. La Parenzan è stata intervista dalla trasmissione di Radio 24 la Zanzara e non ha negato di aver effettuato la lezione chiedendo ai bambini di tenere nascosta l’esistenza dell’amuleto da svelare dopo tre giorni ai genitori. “Si trattava di una conchiglia” ha detto la Parenzan cercando di minimizzare l’accaduto e mettendo in campo una sorta di normalizzazione di pratiche presentate come ricreative, ma che nel mondo dell’occulto - stando a quanto dicono gli esperti – sono sempre evocative e rituali. Così come non ha negato di essersi presentata come strega, ma la sua difesa d’ufficio è scaduta subito nel vittimismo, dato che la scrittrice ha manifestato la sua personale preoccupazione per come è stata bersagliata sul suo profilo Facebook tanto da doverlo oscurare. E’ proprio la normalità della cosa che si vuole far passare. In fondo – è la strategia - si è trattato di un momento innocuo rivolto ai bambini nel corso del quale introdurre pratiche appartenenti all’animismo. Ma chi conosce queste pratiche mette in guardia dalla loro intrinseca pericolosità.

La Parenzan ha inoltre ammesso di aver fatto bere ai bambini quelle che sono state presentate come pozioni “ma era solo tè Lipton e succo di Baobab preso al supermercato”. Tutto normale? Non proprio dato che tutto quello che i bambini assumono a scuola deve essere tracciato. Ma anche di questo i genitori non sono stati avvisati.

Intanto le famiglie non hanno ancora ricevuto una comunicazione ufficiale dalla scuola che sembra così difendere l’iniziativa.

Quel che è certo è che dal suo profilo Facebook l’attività di stregoneria della Parenzan, attraverso i libri che promuove e le attività che svolge, è dichiarata. Il punto è semmai quello di capire se queste attività sono pericolose o invece sono puramente ricreative e didattiche, pur nello spirito del multiculturalismo, che sembra essere la facciata con la quale è stata fatta l’attività. La Parenzan infatti figura come aver preso parte ad attività della Caritas di Brescia e nonostante l’associazione cattolica si sia premurata di smentirlo, restano però tracce di questa sua attività. Da qui la domanda: com’è possibile che una realtà viva e presente nel mondo cattolico a favore di migranti e povertà possa aver rapporti con chi promuove pratiche animiste o comunque ambigue? E’ quello che i genitori vogliono ora cercare di appurare muovendosi con prudenza e non senza paura, dato che alcuni di loro hanno già ricevuto pressioni indebite a ritirare le accuse alla donna.

Intanto la polemica infuria.

LA POLITICA SI MUOVE

In questi giorni il più attivo a comprendere la gravità del fatto è stato il neosenatore leghista Simone Pillon, che è avvocato e ha compreso subito il rischio di indottrinamento. Pillon, che è bresciano di nascita, ha annunciato che non appena sarà insediato come senatore presenterà un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione per capire i contorni della vicenda, ma il circuito mediatico si è scagliato contro di lui, accusandolo ironicamente di voler tornare alla caccia alle streghe. Pillon alla sua prima uscita pubblica da Senatore, non ha mostrato imbarazzi, neanche quando è stato incalzato dal sarcasmo della Zanzara. E ha rilanciato: “Ma quale caccia alle streghe! non mi stupiscono le forzature di certa stampa. Ciò che ho annunciato di voler fare - e che certamente farò - è verificare tramite gli appositi strumenti a mia disposizione da cittadino eletto in Parlamento se le gravi e circostanziate segnalazioni di alcuni genitori siano vere: se cioè a Mocasina siano state rappresentate davanti a bambini delle elementari pratiche di fatto proprie del rituale occultista ed esoterico (che esiste eccome, purtroppo), senza informare precisamente i genitori degli alunni su ciò che sarebbe stato detto e fatto, e senza ottenere il loro preventivo consenso, nel rispetto dell'art. 30 della Costituzione e dell'art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

L’esponente del Carroccio a Palazzo Madama ha detto che “se queste pratiche sono state inscenate per "raccontare ai bambini cosa avviene presso altre culture", come ci si è subito affrettati a sostenere, è un dato del tutto irrilevante: primo, perché non tutte le usanze in giro per il mondo sono necessariamente e indiscriminatamente un 'valore' da insegnare (figurarsi poi ai bambini nelle scuole), e secondo perché, comunque, il consenso informato preventivo dei genitori resta indispensabile. Dunque nessuna ridicola "caccia alle streghe", ma difesa assoluta del diritto di priorità educativa dei genitori. Sulla difesa di questo principio andrò avanti senza il minimo scrupolo o riguardo. Stampa e troll se ne faranno una ragione”. 

L’EDUCATRICE

Le parole di Pillon sono state apprezzate da una suora molto attiva nel campo dei giovani proprio per prevenire ogni forma di occultismo. E’ suor Roberta Vinerba che alla Nuova BQ spiega perché il caso di Mocasina non vada sottovalutato: “L’occulto non è mai innocuo, l’evocazione di spiriti non può essere mai considerata innocua – ha spiegato – perché si crea una forma psichica di un “pensare magico” che contraddice il Primo comandamento che chiede di adorare Dio creatore delle cose visibili e invisibili”. Anche un’attività apparentemente innocua svolta a scuola dove però vengono evocati spiriti occulti “significa inquinare una visione positiva di quella che è la realtà della vita eterna e un turbare i giovani dal punto di vista psichico e spirituale”. Insomma: “Con queste cose non si scherza”.

La religiosa, che opera a Perugia ha avuto spesso a che fare con fenomeni di questo tipo sugli adolescenti, ha detto che “quando scoppiò la moda del gioco chiamato Charlie Challenge per mesi abbiamo ascoltato i bambini, i quali per intere notti non hanno dormito. Tutto questo lascia degli strascichi nel mondo interiore che viene inquinato”.

CHE COSA DICE LA CHIESA

Le parole di suor Roberta non fanno altro che ribadire quanto dice la Chiesa sulle pratiche magiche e di stregoneria, anche se solo evocate o trattate con superficialità. Ad esempio, gli esorcisti hanno ricordato nel corso del loro ultimo convegno nazionale che “la stregoneria, in qualunque forma si manifesti, fa parte delle opere che estromettono dall’eredità del Regno di Dio (Gal 5,20), tanto che l’Apocalisse esclude dalla Gerusalemme celeste non solo i “menzogneri”, ma anche i “fattucchieri” di qualsiasi genere essi siano (cfr Ap 9,21; 18,23; 21,8; 22,15)”. La Chiesa infatti condanna tutte le forme di occultismo. E lo fa inserendo una pesante critica di questa pratica nel Catechismo: “Tutte le pratiche di magia e di stregoneria con le quali si pretende di sottomettere le potenze occulte per porle al proprio servizio ed ottenere un potere soprannaturale sul prossimo – fosse anche per procurargli la salute - sono gravemente contrarie alla virtù di religione” (CCC 2117).

L’ESORCISTA

Tanto più che la pratica che la Parenzan ha mostrato più volte sul suo profilo è quella della Wicca. Come? Leggendo libri che la spiegano. Ecco quanto dice un esorcista che conosce bene queste pratiche, padre Mario Mingardi: “Rientrano nell’occultismo la magia, l’astrologia, l’alchimia, la stregoneria e la neo stregoneria Wicca. Ricevo negli ultimi tempi sempre più giovani affascinati dall’argomento diavolo, magia-stregoneria, Wicca, approcci satanismo, tagli e patti satanici (per lo più provengono dall’ambiente studentesco medio-superiore)”, ha detto il sacerdote al convegno degli esorcisti raccontando la storia di Lisa, una ragazza di 18 anni che dopo averla praticata ha avuto molti problemi di ossessione. Insomma: materiale da maneggiare con cura e da cui stare alla larga.

Ecco perché quello dei genitori non è soltanto un diritto, ma anche un dovere ad essere liberi di tenere i loro figli lontani da queste pratiche che - come ha ribadito anche suor Vinerba – “dovrebbero essere rifiutate anche dai non credenti”.