Stipendi, Leone XIV dà un taglio ai tagli di Francesco
Le retribuzioni di cardinali e altri superiori al servizio della Santa Sede tornano "intere", senza le riduzioni decretate nel 2021 e abrogate il 1° settembre da un motu proprio reso noto ieri. Anche riguardo agli spazi in Laterano messi a disposizione dell’Archivio Apostolico Vaticano e della Biblioteca Apostolica Vaticana il Papa ha archiviato un'altra decisione del predecessore.
Terminano i tagli agli stipendi di cardinali e altri superiori al servizio della Santa Sede decretati nel 2021 da Francesco con il motu proprio Un futuro sostenibile, abrogato da Leone XIV con un altro motu proprio datato 1° settembre ma reso noto lunedì 14, nel giorno del suo 71° compleanno. «Nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica», il Papa revoca «quelle misure di contenimento salariale adottate dal mio Predecessore (...) che furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia, e che vennero già parzialmente modificate, mediante l’abrogazione dell’articolo 3, con Rescriptum ex Audientia del 16 giugno 2025» (il menzionato rescriptum si trova qui a p. 885 degli Acta Apostolicae Sedis, e stabilisce appunto che «A decorrere dal 1° luglio 2025, l’articolo 3 della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio "Un futuro sostenibile" circa il contenimento della spesa per il personale della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e di altri Enti collegati è abrogato»; invece il link inserito nel sito vaticano nel testo del nuovo motu proprio rinvia erroneamente a un altro rescriptum, quello del 28 luglio, che parla di permessi di paternità e assegni di disabilità).
Nella stessa giornata di ieri un secondo dietrofront su un'altra decisione di Francesco, relativa all'uso degli spazi extraterritoriali del Laterano per la conservazione della crescente produzione documentaria dell’Archivio Apostolico Vaticano e della Biblioteca Apostolica Vaticana. L'insufficienza degli spazi spinse il predecessore a destinare allo scopo «parte dell’edificio e delle adiacenze che nella zona extraterritoriale di San Giovanni in Laterano ospita il Pontificio Seminario Romano Maggiore», come si legge nel chirografo del 29 ottobre 2024. «Negli ultimi mesi, tuttavia, si sono presentate inedite opportunità per realizzare nuovi spazi all’interno del territorio dello Stato della Città del Vaticano, che sono senz’altro preferibili per molteplici ragioni alla soluzione già individuata», scrive invece Leone XIV nel suo chirografo del 14 settembre 2026, disponendo la «costruzione di un nuovo edificio» all'interno delle mura vaticane nell'area della Fontana dell'Autoparco. Nel frattempo, «in attesa della costruzione del nuovo edificio, la Biblioteca Apostolica Vaticana continuerà a usufruire degli spazi di deposito che attualmente occupa presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore».
Infine, Leone XIV ha spento la settantunesima candelina proprio nella Biblioteca Apostolica Vaticana, che ieri per la prima volta ha visitato da Pontefice, richiamando nel suo discorso «un’urgenza che accomuna la Biblioteca Apostolica e l’Archivio Apostolico: la necessità di nuovi spazi» e menzionando le disposizioni adottate il giorno stesso, nell'intento di «proseguire nella via tracciata dai miei predecessori i quali, nel corso dei secoli, hanno dimostrato la cura della Sede Apostolica verso le istituzioni che ne custodiscono e promuovono la memoria culturale e amministrativa».


