• RIABILITATO DON MELANDRI

Quanta "misericordia" per i preti rossi mai pentiti

L'ex deputato Eugenio Melandri si aggiunge alla lista dei preti impegnati politicamente a sinistra che hanno ottenuto la rimozione della sospensione a divinis. Cardenal, Brockmann e in Italia Della Sala: oltre al 'perdono' papale hanno in comune anche la mancata volontà di ravvedimento rispetto ai fatti che avevano portato alla sanzione canonica.

L'onorevole torna a dire messa. Eugenio Melandri, ex europarlamentare di Democrazia Proletaria ed eletto alla Camera dei Deputati nel 1992 per Rifondazione Comunista, ha annunciato di essere stato incardinato nella diocesi di Bologna. Nato a Brisighella, lo stesso paese ravennate che diede i natali al cardinale progressista Silvestrini, l'ex missionario saveriano fu sospeso a divinis e venne poi ridotto allo stato laicale per la decisione di candidarsi nel partito guidato da Mario Capanna. La sua riabilitazione era già nell'aria dopo l'incontro avuto un anno fa con papa Francesco in Vaticano. Bergoglio, secondo la versione riferita dallo stesso Melandri, ascoltando la sua storia gli avrebbe detto "hai fatto bene".

Proprio sulla figura del pontefice argentino, l'ex missionario, intervistato dal "Quotidiano Nazionale", ha confidato: "Non posso dire che abbia influito sul mio ritorno a prete, ma il clima da lui creato in questi anni nella Chiesa aiuta a sbrogliare situazioni come la mia".

In effetti, quello dell'ex "cappellano di Rifondazione Comunista" è soltanto l'ultimo reintegro di un "prete rosso" che si è verificato durante l'attuale pontificato. Prima di lui, il “perdono” era toccato ad Ernesto Cardenal, prete-poeta nicaraguense sospeso a divinis nel 1985 per la sua militanza sandinista. Fu San Giovanni Paolo II a volere quelle sanzioni canoniche per lui e per il fratello Fernando che avevano accettato di ricoprire l'incarico di ministri nel governo di Daniel Ortega. La sospensione a divinis arrivò dopo il clamoroso rimprovero pubblico che il papa polacco, appena sbarcato,rivolse all'allora ministro della cultura sandinista all'aeroporto di Managua, nel 1984. Così come Melandri, il quale al giornalista Giovanni Panettiere che lo ha intervistato ha confermato di non voler rinnegare il suo vissuto politico, anche l'ultranovantenne Cardenal non si è mai detto pentito per la sua lunga militanza marxista.

Un altro ex religioso che rivestì incarichi ministeriali nel governo sandinista e venne per questo sospeso a divinis da Wojtyla fu Miguel d’Escoto Brockmann. Anche quest'ultimo, deceduto nel 2017, ottenne la revoca della sanzione canonica come "atto di misericordia" nel 2014. Così come Cardenal, anche d'Escoto Brockmann fu uno dei protagonisti della stagione della Teologia della Liberazione 'scomunicata' con le due Istruzioni della Congregazione per la Dottrina della Fede, la "Libertatis nuntius" e la "Libertatis conscientia". L'ex ministro degli esteri nicaraguense, insignito dall'Urss del premio Lenin per la pace, dopo aver ricevuto il 'perdono' papale di Francesco, non lesinò un attacco alla memoria di San Giovanni Paolo II, accusandolo di aver compiuto un "abuso d'autorità" nel sanzionarlo 30 anni prima.

In Italia, la riabilitazione di personaggi così noti nella sinistra radicale internazionale ha fatto esultare un organo come "Il Manifesto", che continua a dichiararsi sotto la testata un "quotidiano comunista". L'elenco dei 'preti barricaderi' pienamente reintegrati negli ultimi sei anni comprende anche il nome di don Vitaliano Della Sala, ex parroco di Sant'Angelo a Scala, nell'avellinese. L'attivismo del sacerdote nel movimento No Global e la partecipazione al World Gay Pride gli valsero nel 2005 la sospensione a divinis per sei mesi comminata dall'abate - vescovo di Montevergine e l'interdizione dalla parrocchia irpina. Dallo scorso febbraio, però, Della Sala ha ripreso a celebrare a Sant’Angelo a Scala ed è stato nominato anche vice direttore della Caritas diocesana di Avellino e parroco di Mercogliano. Il suo nome è tornato alla ribalta nazionale solamente pochi giorni dopo la sua riabilitazione definitiva per aver fatto cantare in chiesa, prima della Messa, la canzone "Soldi" di Mahmood. Il video di questo episodio è diventato virale ed ha fatto discutere per giorni.

Eugenio Melandri, dunque, si aggiunge alla lista dei preti impegnati politicamente a sinistra che hanno ottenuto la rimozione della sospensione a divinis. Queste figure, oltre al 'perdono' papale hanno anche un altro elemento in comune: la mancata volontà di ravvedimento rispetto ai fatti che avevano portato alla sanzione canonica precedentemente comminata.