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Prove di totalitarismo socialista. In nome dell’uguaglianza

Nel Parlamento maltese sono in discussione le nuove norme "sull’uguaglianza", che rappresentano una minaccia alla libertà della Chiesa di trasmettere nelle sue stesse scuole l’insegnamento cattolico su vita del concepito, matrimonio, ecc. Sotto attacco anche l’obiezione di coscienza. La denuncia di Tonio Borg e dei vescovi maltesi.

Le nuove leggi sull’uguaglianza in discussione in questi giorni nel Parlamento di Malta non permetteranno alle scuole di ispirazione religiosa di insegnare né la biologia né la storia e tradizione biblica “cattolica”. È questa la denuncia pubblica fatta dall’ex ministro ed ex commissario europeo alla Salute, Tonio Borg.

L’autorevole esponente politico del Partito Nazionale, conservatore, si è scagliato contro “i vili attacchi” alle libertà dei credenti che sono presenti nelle nuove norme “sull’uguaglianza” in discussione in Parlamento. La cosa più assurda in tutto ciò è che la direttiva europea sull’uguaglianza è ancora una semplice proposta, in discussione dal 2008 al Consiglio Europeo. Ciononostante, il governo e la maggioranza socialista maltese vogliono fare i primi della classe e introdurne una versione discriminatoria verso i cattolici e la Chiesa maltese prima di una qualunque approvazione di Bruxelles.

Sotto pressione della commissaria europea per l’Inclusione e l’Uguaglianza, la maltese e socialista Helena Dalli, promotrice indefessa dell’ideologia Lgbt, il governo maltese sta tentando di imporre limiti e museruole ai cattolici maltesi. Quella che si sta vivendo in queste settimane a Malta è la riprova di come il vecchio comunismo esista eccome, sotto le mentite spoglie socialiste: si è raffinato ma continua a essere terribilmente coercitivo verso ogni possibile forma di differenza, libertà e dissidenza.

L’opposizione a questa improvvida discriminazione, in nome dell’eguaglianza, è impersonata appunto da Tonio Borg che ha ricoperto vari incarichi istituzionali nel Paese e in seno alla Commissione Europea dal 2012 al 2014. Borg ha denunciato in questi giorni quanto le nuove legislazioni contro la discriminazione e a favore dell’eguaglianza potranno violare la libertà di insegnamento delle scuole di ispirazione religiosa cattolica, in particolare potrebbero essere vietate sia le lezioni sulla creazione biblica, sul matrimonio naturale e tutto ciò che definisca biologicamente l’inizio della vita del concepito. La Costituzione di Malta prevede a tal proposito (art. 2) che la Chiesa cattolica ha il diritto e il dovere di “insegnare secondo i propri principi e che l’insegnamento della religione cattolica è obbligatorio in tutte le scuole pubbliche”.

Secondo la lettera aperta di Borg pubblicata dal Times of Malta, la nuova legislazione sull’eguaglianza “non prevede l’obiezione di coscienza, ma peggio ancora non è previsto il diritto delle Chiese di gestire le proprie scuole secondo il proprio ethos”. E mentre diversi disegni di legge consentirebbero alle scuole di ispirazione religiosa di gestire liberamente l’insegnamento della religione, le leggi sull’uguaglianza potrebbero impedire loro di promuovere una visione cattolica nei loro insegnamenti. Continua Borg: “Cosa succederebbe se le scuole della Chiesa - a parte che nelle lezioni di religione - insegnassero il pensiero cattolico sulla libertà, l’inizio della vita in biologia, la visione cattolica dello sviluppo di eventi storici, la definizione del matrimonio tradizionale: i disegni di legge proteggono solo tale insegnamento nella religione… per non parlare della ridicola disposizione secondo cui solo i simboli religiosi «di valore culturale» sono immuni dalle disposizioni previste dalle norme sull’antidiscriminazione. Ciò significa che quei simboli che, sebbene religiosi, non hanno un valore culturale, possono essere sottoposti a una miriade di azioni legali da parte di lobby liberali che li considerano offensivi delle convinzioni di coloro che non hanno alcuna religione”.

Borg giustamente insiste anche sul fatto che interferire nel curriculum di una scuola della Chiesa cattolica e d’ispirazione religiosa, quando si tratta di interpretazioni cattoliche della storia o della biologia, sia anche una possibile violazione della Convenzione europea sui diritti umani, che stabilisce che gli Stati devono rispettare i diritti dei genitori per garantire che l’educazione sia conforme al loro credo religioso e alle loro convinzioni filosofiche.

Il pericolo rappresentato da queste nuove norme in discussione al Parlamento di Malta era già stato denunciato dalla Conferenza episcopale maltese in due occasioni. La prima nel 2016, quando venne pubblicato un documento redatto dai principali giuristi laici del Paese che metteva in guardia sulle ambiguità delle proposte e la mancanza chiara di definizioni circa cosa potesse essere liberamente insegnato o meno. Successivamente, nel marzo 2020, la Chiesa aveva alzato il tiro e osservato che: “È un peccato che la libertà che l’Unione Europea sta concedendo ai suoi Stati membri ai sensi delle attuali direttive sull’uguaglianza e sulla parità di trattamento possa essere usata dal governo maltese per limitare la libertà che la Chiesa cattolica, altre Chiese e altre organizzazioni religiose hanno attualmente nell’amministrazione delle rispettive istituzioni, incluse quelle scolastiche”.

Il “Position Paper, redatto anche questa volta da eminenti giuristi e comprendente osservazioni ed emendamenti, denuncia l’inadeguatezza dell’attuale proposta parlamentare promossa dal governo e dalla maggioranza socialista, e i suoi pericoli per la libertà di religione, di educazione, di informazione, della Chiesa stessa. E denuncia, infine, l’inaccettabile divieto dell’obiezione di coscienza. L’oggetto della proposta di legge in esame è quello di proibire la discriminazione in tutti i settori della vita sociale e perciò dichiarare illegali quegli enti, persone e soggetti giuridici pubblici e privati che discriminassero le persone in base all’età, il credo… le ”responsabilità famigliari” (vige a Malta un’ampia liberalizzazione verso le unioni Lgbt), le ”caratteristiche sessuali e orientamento sessuale” etc.

Le proibizioni di queste discriminazioni influiscono anche su: informazione pubblica (advertising), educazione e guida vocazionale, servizi di accesso alimentare, medici e servizi sociali (ovvero tutte le opere di carità della Chiesa).

Lo spirito dell’eguaglianza non è quello della discriminazione della diversità, l’uguaglianza non è mai omologazione. Il diritto uguale alla dignità umana, come l’eguaglianza davanti alla legge, non può imporre l’abolizione della natura biologica, l’omologazione all’ateismo, la scomparsa della libertà religiosa, di educazione, di pensiero, parola e libera iniziativa sociale. Il caso di Malta ci mostra, se ancora ce ne fosse bisogno, il vero spirito socialista dei promotori delle legislazioni e della direttiva europea sull’eguaglianza: un totalitarismo omologante che priva delle libertà fondamentali la maggioranza della popolazione e in particolare le famiglie, le scuole, i credenti e l’intera Chiesa. In nome dell’eguaglianza, la maggioranza deve uniformarsi alle minoranze e, per di più, tacere.