Portogallo al voto, il sovranista Ventura è al ballottaggio
Al ballottaggio delle presidenziali in Portogallo arrivano il socialista Seguro e il sovranista Ventura. Ora sta ai partiti centristi, sconfitti al primo turno, decidere da che parte schierarsi, considerando che i socialisti hanno fatto disastri (come ovunque).
Portogallo, elezioni presidenziali, una sfida all’”ok corral” in vista del ballottaggio del prossimo 8 febbraio, nella quale i centristi ed ex democristiani dell’Allenza Democratica, al governo (di minoranza) dalle elezioni dello scorso 16 maggio, si giocano tutto il proprio futuro e la propria credibilità. Domenica il candidato della destra identitaria portoghese André Ventura si è classificato secondo, assicurandosi un posto nel ballottaggio del mese prossimo contro il socialista di centrosinistra (PS) António José Seguro. L’ennesimo successo di Ventura, a conferma dell’ottimo risultato ottenuto alle scorse elezioni parlamentari (22.8%), confermano anche anche lo spostamento dell’elettorato in tutti i paesi europei verso la destra, una destra che afferma l'identità nazionale, chiede rispetto per competenze esclusive nei confronti alla progressiva erosione di esse ed accentramento dei poteri a Bruxelles, riafferma valori cristiani e si impegna per soluzioni ai problemi quotidiani: sicurezza, immigrazione illegale, crescita della povertà, crisi abutativa, bassi salari ecc...
André Ventura, leader del partito “Chega” (Basta), da lui fondato meno di sette anni fa, ha ottenuto il 23.5% dei voti e si è piazzato al secondo posto, dietro a Seguro, che era in testa con quasi il 31%. Questi i due principali candidati che si sfideranno al secondo turno l'8 febbraio. Per i Socialisti, travolti dagli scandali e usciti sconfitti, dopo un decennio di governo con le sinistre, lo scorso maggio, quello di Seguro è il miglior risultato dai tempi di Jorge Sampaio nel 2001, che all'epoca ottenne 2.411.453 voti (55,76%). Mentre Seguro sin dalla serata di domenica ha cercato di assicurare il suo elettorato e quello dell'intera sinistra, definendo la sua vittoria al primo turno come una conquista della «democrazia» ed invitando, in perfetto stile antifascista militante del secolo scorso, «tutti i democratici, i progressisti e gli umanisti» massonici, ad unirsi alla sua candidatura e insieme a «sconfiggere l'estremismo».
Ventura si è messo subito al lavoro per convincere gli anti- socialisti a sostenerlo. «Guideremo lo spazio non socialista in Portogallo. La destra si è frammentata come mai prima, ma i portoghesi ci hanno affidato la leadership di moderati e destre», ha riassunto. Un appello al voto “non socialista” e ai leader che «non sono socialisti», ribadendo che se la destra dovesse perdere le elezioni presidenziali con la sua candidatura, ciò sarebbe causato solo ed esclusivamente «dalll'egoismo del PSD, dell'IL (Liberali) e di altri che si definiscono di centro destra e destra».
L’Alleanza Democratica di PSD e il Partito Popolare (CDS-PP) avevano deciso di sostenere Luís Marques Mendes in queste elezioni presidenziali. Il risultato è stato pessimo, il candidato democristiano (denominato “socialdemocratico” in Portogallo) non ha ricevuto più dell'11% dei voti, al quinto posto, si è trattato del peggior risultato dal 2001, soprattutto se consideriamo che era il candidato della maggioranza di governo. Inoltre, a segnalare una crisi di linea politica dell’attuale esecutivo, è bene rammentare che nelle precedenti elezioni presidenziali, i due candidati democristiani avevano ottenuto la vittoria al primo turno e sono stati rieletti per un secondo mandato, così Aníbal Cavaco Silva che vinse le elezioni presidenziali del 2006 con il 50,5% dei voti e fu rieletto alle elezioni presidenziali del 2011 con il 52,95% dei voti. Allo stesso modo, più recentemente, Marcelo Rebelo de Sousa ha vinto le elezioni presidenziali del 2016 con il 52% dei voti ed è stato rieletto alle elezioni presidenziali del 2021 con il 60,67%.
Proprio i partiti che compongono l’attuale maggioranza sono quelli che rischiano il collo nel voto del prossimo febbraio perchè, dopo aver sconfitto i Socialisti a maggio scorso, ora non potranno permettersi di sostenerli nè di astenersi. Ciononostante, l’attuale primo ministro Luís Montenegro sta tentando un difficile equilibrismo che risulterà foriero di un ulteriore spostamento del proprio elettorato verso la destra identitaria di Ventura. «Il nostro spazio politico non sarà rappresentato in questo secondo turno. Il PSD non sarà coinvolto nella campagna elettorale. Non daremo alcuna indicazione, né dovremmo farlo», ha dichiarato il leader socialdemocratico e attuale capo dell’esecutivo di Lisbona. Un errore grave e suicida.
Non così invece il terzo classificato alle elezioni di domenica, quel Joao Cotrim de Figueiredo, imprenditore e leader dell’Iniziativa liberale che aveva raccolto il 16% dei consensi. Sin da domenica con grande schiettezza, proprio Figueiredo aveva accusato il Primo ministro in carica ed i partiti della coalizione di governo di essere corresponsabili della possibile vittoria al ballottaggio del prossimo febbraio del candidato socialista Antonio Jose Seguro. I Popolari e democristiani, “socialdemocratici” in Portogallo come in tutto il resto d’Europa, dovranno scegliere la destra e Ventura, se vogliono confermare la propria credibilità e l’autorevolezza del governo. Sarebbe incredibile e suicida ogni altra scelta.


