Più Artificiale che Intelligente, con Daniele Ciacci
Più Artificiale che Intelligente è la puntata di questo Venerdì della Bussola, con Daniele Ciacci, intervistato da Stefano Magni. I pericoli esistono, ma parlare addirittura di estinzione umana è esagerato. Più che altro dobbiamo preoccuparci di come l'uomo possa usare questa nuova tecnologia.
Più Artificiale che Intelligente è la puntata di questo Venerdì della Bussola, con Daniele Ciacci, intervistato da Stefano Magni. E richiama il titolo dell’ultimo numero della Bussola Mensile, che è un approfondimento proprio su questo tema. Ciacci, firma de La Nuova Bussola Quotidiana, ha lavorato per un decennio del marketing digitale (prima di “fuggire” nell’insegnamento) ed ha un’idea ben chiara di cosa sia marketing e cosa sia un reale pericolo. Quando sentiamo troppo catastrofismo sulla nuova tecnologia, non dobbiamo sottovalutare, sicuramente, ma neppure disperare perché molta della pubblicità negativa serve ad attirare l’attenzione del grande pubblico ed ogni proposta di regolamentazione statale presuppone che lo Stato diventi anche finanziatore.
Al netto di queste doverose premesse, la “costituzione” firmata da Trump con i colossi dell’IA «cambia tutto perché non cambi nulla», perché alla fine lascia irrisolta la domanda principale: chi controlla? E chi nomina un controllore dello sviluppo della super-intelligenza? Il documento americano contempla solo un obbligo morale per le imprese, legalmente non vincolante, a controllarsi da sole. D’altra parte la posta in gioco è molto alta e gli Usa rischiano di perdere la competizione con la Cina. Che si fa ancora meno scrupoli etici nello sviluppo della nuova tecnologia.
La richiesta di regolamentazione è dovuta al pericolo che si è palesato platealmente questa estate: quella di una perdita di controllo dell’intelligenza artificiale. Quando agenti virtuali (e non uomini in carne ed ossa) di OpenAI hanno deciso di loro sponte di hackerare il sito di un’altra azienda è ricominciato il dibattito: è necessario dare regole al settore e anche rallentare lo sviluppo per evitare che sfugga di mano. L’intelligenza artificiale può anche essere usata nel peggiore dei modi, come dimostra la raffinata truffa (con falsi messaggi e telefonate simulate) di cui è rimasta vittima Banca Fideuram. O peggio, l’errore che ha portato gli americani a bombardare la scuola di Minab, in Iran, credendo che fosse ancora una base dei Pasdaran, seguendo (senza verifiche) le istruzione di un software militare di Palantir.
I pericoli esistono, ma parlare addirittura di estinzione umana, che alcuni addetti ai lavori danno probabile addirittura al 10% (sempre che possano essere quantificati i rischi) sembra esagerato. Papa Leone XIV, in merito, dichiara di “non sentirsi preoccupato, ma sicuramente non sono fake news”. Il problema «non è che l’intelligenza artificiale ci ucciderà tutti. Il problema è che la sete di ricchezza e di potere di certi uomini farà sì che l’intelligenza artificiale possa essere usata nel peggiore dei modi e causare dei problemi. Come effettivamente sta già accadendo».

