a cura di Anna Bono
  • Islam

Pakistan. Matrimoni e conversioni forzate

 

Ancora non è stata restituita alla famiglia la piccola Zarvia Pervaiz, 13 anni, cristiana, rapita in Pakistan lo scorso aprile, costretta a convertirsi all’Islam e a sposare il suo rapitore, un musulmano già sposato e con tre figli. Lo scorso luglio un giudice ha respinto la richiesta dei suoi genitori di riottenere la custodia della bambina che in tribunale ha affermato di essersi convertita e sposata spontaneamente, sembra sotto la minaccia del marito, Imran Shahzad, di uccidere in caso contrario i suoi fratelli. Si tratta di una sentenza ingiusta dal momento che in Pakistan ai minorenni è proibito sposarsi e anche convertirsi senza il consenso del padre. Tuttavia sono decine ogni anno le giovani donne, spesso poco più che bambine, appartenenti alle minoranze religiose (cristiani e indù) che vengono rapite e difficilmente ottengono di tornare a casa. Se anche succede, di solito i colpevoli non vengono puniti. “L’ingiustizia e la violazione dello stato di diritto stanno diventando una pericolosa tendenza nel Paese – commenta per l’agenzia di stampa Fides la giornalista e scrittrice Nadia Stephen – a causa di un fenomeno che vede violenza e sopraffazione impunite, esercitate dai forti sui più vulnerabili, le minoranze religiose in Pakistan stanno perdendo fiducia nella legge e nel sistema giudiziario”. L’11 agosto, giornata nazionale delle minoranze, il ministro degli esteri Bilawal Zardari ha pubblicamente chiesto protezione per le donne delle minoranze religiose: “né l’Islam né la costituzione del Pakistan consentono o legittimano conversioni forzate. Occorre operare a livello legislativo per fermare questo fenomeno – ha detto – così dimostreremo di credere alla politica di Muhammad Ali Jinnah, il Padre della patria, quando assicurò che tutti i cittadini del Pakistan sarebbero stati uguali e avrebbero goduto di uguali diritti”. Secondo un rapporto del Center for Social Justice, ONG presieduta dal cattolico pakistano Peter Jacob, nel 2021 sono state rapite, convertite all’Islam e sposate a forza con uomini musulmani 78 ragazze, 38 delle quali cristiane. Ma i casi registrati, sostiene l’ONG, sono solo la punta dell’iceberg perché per sfiducia e paura di ritorsioni molti casi non vengono denunciati.