a cura di Benedetta Frigerio
  • Odio religioso

Nuovo episodio di violenza in India contro i cristiani

Un nuovo episodio di intolleranza religiosa si è verificato in India il 5 gennaio a Bichpari, un villaggio dello stato di Haryana. I mass media locali riferiscono che circa 250-300 estremisti indù hanno attaccato una chiesa domestica nella quale il pastore Jai Singh e un gruppo di fedeli stavano pregando. Circa 30 assalitori sono riusciti a entrare e hanno aggredito i presenti. Il pastore è stato gettato a terra, preso a calzi e pugni. Poi è stato portato in una vicina scuola dove è stato costretto a sedere di fronte ad alcuni idoli ed è stato preso a bastonate. Quando finalmente è stato liberato, il pastore Singh si è presentato a una stazione di polizia per denunciare il fatto. Gli agenti lo hanno portato all’ospedale per essere medicato. Tornato alla stazione di polizia, ha scoperto che nel frattempo era stato accusato falsamente di convertire a forza gli indù al Cristianesimo, motivo per cui il giorno successivo si è dovuto presentare in tribunale ed è stato arrestato. Grazie all’intervento dell’organizzazione non governativa Alliance Defending Freedom-India, il 7 gennaio il pastore è stato rilasciato su cauzione. Gli attacchi ai cristiani e ai loro luoghi di culto continuano ad aumentare in numero e gravità. Spesso gli integralisti indù per molestare e impaurire i cristiani ricorrono a false accuse di crimini religiosi come la blasfemia e le conversioni forzate. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians, ha condannato questa nuova violenza contro i cristiani, una piccola minoranza che cerca di vivere in pace con il resto della popolazione e invece subisce aggressioni persino quando si riunisce in preghiera in una casa privata: “le tensioni settarie – ha detto – aumentano di giorno in giorno. Le forze di estrema destra creano problemi di ordine pubblico, ma a essere arrestati sono i cristiani, nonostante le garanzie costituzionali stabiliscano il diritto di preghiera e di culto”.