• IL CASO NEGLI USA

Nuovo comandamento: non criticare Black Lives Matter

Guai a criticare Black Lives Matter. Il professor Timothy Gordon, filosofo conservatore, ha usato parole forti su Twitter, definendo l'organizzazione "terrorista". Ed è stato subito licenziato dal suo istituto superiore cattolico. In una scuola cattolica puoi contestare il Magistero, ma non il movimento antirazzista. 
 

Black Lives Matter

Guai a criticare Black Lives Matter, la sigla antirazzista attiva dal 2013 e tornata in auge dal 25 Maggio di quest’anno, data della morte, a Minneapolis, di George Floyd. Si rischia grosso. Nonostante adunate spesso sfociate nel teppismo, questo movimento - coccolato dai media, che seguitano a definire «proteste» manifestazioni dominate da chiara violenza, verbale e non solo – è difatti intoccabile. Persino, ormai, nel mondo cattolico: ne sa qualcosa Timothy Gordon.

Chi è costui? Plurilaureato, con alle spalle anche studi filosofici in università pontificie ed europee, Gordon è un famoso podcaster e attivista conservatore nonché autore di vari testi, l’ultimo dei quali, Rules for Retrogrades, è uscito a marzo di quest’anno. Ma Gordon è anche un insegnante. O almeno lo era, dato che nei giorni scorsi, precisamente il 3 giugno, è stato licenziato dalla Garces Memorial High School, istituto superiore cattolico di Bakersfield, in California, dove aveva una cattedra.  Un licenziamento deciso, per venire a noi, non per chissà quale inadempienza da parte di Gordon, né per antichi dissapori con la dirigenza scolastica: niente di tutto questo. Il professore è stato cacciato per un altro motivo, al tempo stesso più banale e sconvolgente: perché, su Twitter, ha osato criticare Black Lives Matter, definendolo alla luce degli scontri avvenuti nelle scorse settimane «una organizzazione terroristica». Parole forti, certo, che tuttavia sono a tutti gli effetti manifestazione di un libero pensiero, che oltretutto nulla ha a che vedere con sentimenti razzisti.

Prova ne sia che nel già citato Rules for Retrogrades, il suo ultimo libro, proprio Gordon – il quale comunque mai aveva criticato Black Lives Matter davanti ai suoi allievi – aveva preso le distanze dal razzismo, definendolo come un sentimento incompatibile con il movimento conservatore in cui costui, evidentemente, si riconosce. Niente da fare. Nel giro di pochi giorni, contro questo insegnante, reo solo d’essersi espresso contro il movimento antirazzista del momento, è stata avviata una petizione, sottoscritta pare anche da alcuni studenti, con l’esito di cui si diceva: il sovrintendente delle scuole cattoliche per la diocesi di Fresno, Mona Faulkner, ha notificato a Gordon il suo mancato rinnovo contrattuale per l’anno scolastico venturo, 2020-2021. Licenziato, dunque. Un esito che ha lasciato di sale lo stesso protagonista della vicenda il quale, insegnando in una scuola rispettata e oltretutto costosa (la retta annuale supera gli 11mila dollari l’anno), si aspettava un trattamento ben diverso, anche in considerazione del fatto che – ha confermato sempre Gordon – gli allievi con alle spalle famiglie liberal, almeno da quelle parti, sono relativamente poco numerosi. Ciò nonostante il licenziamento è arrivato, eccome se è arrivato.

«Ciò che ho imparato da questa esperienza», ha commentato non senza una certa amarezza il docente, «è semplice: il progressismo non si fermerà davanti a nulla per mettere a tacere e distruggere chiunque non sia d'accordo. Sono organizzati e impegnati a silenziare il dibattito, a mettere a tacere i discorsi e a distruggere la reputazione e il sostentamento di quelli che considerano avversari. Cercherò giustizia nei tribunali». Staremo a vedere. Intanto, purtroppo, è finita com’è finita; il che lascia oggettivamente senza parole.

Anzitutto perché viene così ad allungarsi il già corposo elenco di vittime del politicamente corretto, da Gran Napear - telecronista della squadra di pallacanestro dei Sacramento Kings licenziato per aver replicato «all lives matter» a chi gli chiedeva un parere su BLM - a James Bennet, capo delle pagina delle opinioni del New York Times «dimessosi» per aver pubblicato l’opinione di un senatore trumpiano, fino ad Alexis Johnson, giornalista di colore del Pittsburgh Gazette licenziata per aver pubblicato una foto dei rifiuti lasciati dai manifestanti.

Restando invece sul tema scuola, Il Daily Wire ha riportato ieri la notizia di due professori dell’università della California, Gordon Klein e W. Ajax Peris, finiti sotto tiro. Klein è accusato di non aver accettato di tenere un esame “solidaristico” che avvantaggiasse solo i voti degli studenti neri, Peris di aver letto la Lettera dalla prigione di Birmingham di Martin Luther King, dove ricorre la parola «negro». Gordon non è dunque il solo professore nella bufera in questo periodo.

Ma il suo caso è più grave, e veniamo ad un secondo motivo di sconcerto per il suo licenziamento, perché ciò avvenuto in una scuola cattolica; e se c’è un luogo dove da anni sono tollerate opinioni critiche addirittura con lo stesso magistero della Chiesa cattolica, ebbene quel luogo son proprio le scuole cattoliche. Istituti dove oggi non è purtroppo raro imbattersi in insegnanti dal pensiero non esattamente allineato, per usare un eufemismo, alla dottrina, ma dove – a quanto pare – è entrato in vigore un nuovo obbligo: sposare dettami, beniamini e idoli della cultura dominante, pena la perdita del posto di lavoro. Mala tempora currunt.