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UCRAINA

Non solo dai russi: Zelensky è assediato anche dai rivali interni

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Una proposta dell'ex ministro della difesa Fedorov per elezioni anche in tempo di guerra. E una vasta indagine anti-corruzione che colpisce fino al vertice del governo ucraino. Zelensky è assediato in casa. 

Esteri 22_08_2026
Manifestazione pro Mykhailo Fedorov (AP)

A rendere sempre più traballante la leadership di Volodymyr Zelensky a Kiev non sono solo le sconfitte del suo esercito (peraltro ben occultate anche all’opinione pubblica europea) sui campi di battaglia, né gli incessanti bombardamenti russi che devastano ogni notte infrastrutture, industrie e obiettivi militari in un’Ucraina ormai priva di difese aeree.

A rischiare di mettere KO la presidenza Zelensky sono oggi soprattutto le faide interne alla politica ucraina e i duri attacchi alla sua figura e soprattutto alla legittimità del suo incarico, scaduta da oltre 2 anni. In poche ore una serie di eventi, difficilmente casuali, ha indebolito la presidenza di Kiev.

L'ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, recentemente licenziato da Zelensky, ha chiesto il 18 agosto di individuare un meccanismo che consenta lo svolgimento delle elezioni anche durante la guerra, con un’azione che punta a contestare il presidente che ha prolungato il proprio mandato proprio negando la possibilità di votare durante il conflitto.

Fedorov ha sostenuto che l'Ucraina non può consentire alla Russia di determinare quando i cittadini potranno nuovamente scegliere i propri rappresentanti. «La democrazia non è un lusso da tempo di pace e non può' essere ostaggio della Russia. Stiamo combattendo proprio perché vogliamo restare uno Stato europeo libero», ha affermato l'ex ministro, chiedendo un meccanismo "legale, sicuro e realistico" per ripristinare pienamente il processo democratico anche nell'eventualità di un conflitto prolungato. Fedorov ha indicato tra le condizioni necessarie la garanzia del diritto di voto ai militari, ai milioni di cittadini ucraini residenti all'estero e alla popolazione delle regioni vicine al fronte, insieme alla sicurezza del processo elettorale, all'indipendenza delle istituzioni e alla fiducia nei risultati.

«La complessità non significa impossibilità», ha sostenuto l'ex ministro. La legge ucraina vieta attualmente lo svolgimento delle elezioni nazionali mentre è in vigore la legge marziale, in vigore dall'inizio dell'invasione russa del febbraio 2022, e un cambiamento dell'attuale quadro normativo richiederebbe un intervento del Parlamento 

Fedorov ha poi attaccato duramente il funzionamento dell'apparato statale e la gestione delle riforme. «Le persone non possono continuare a vivere all'infinito in uno Stato in cui non capiscono perché vengano prese determinate decisioni», ha affermato mettendo in guardia dalla percezione che nelle nomine pubbliche la lealtà personale al sistema possa prevalere sulla professionalità, sui risultati e sulla capacità di cambiare il Paese, ribadendo che «il risultato è più importante della lealtà».

Un duro attacco al sistema clientelare e degli “amici degli amici” che guida l’Ucraina che ha portato Fedorov a sottolineare che durante la guerra la sottrazione di denaro pubblico può tradursi concretamente in droni non acquistati, munizioni non consegnate, sistemi di guerra elettronica non disponibili o tecnologie militari non avviate alla produzione. «È una questione della nostra capacità di sopravvivere e vincere», ha affermato Fedorov, sostenendo che ogni risorsa destinata alla difesa debba effettivamente essere impiegata per questo scopo.

Dichiarazione di Fedorov giunta poche ore dopo che Zelensky ha confermato Yevhenii Khmara alla guida del Ministero della Difesa, incarico ricoperto ad interim dopo la rimozione dello stesso Fedorov che ha deciso evidentemente di scendere in campo puntando sulla sua crescente popolarità. Secondo un sondaggio dell'Istituto internazionale di sociologia di Kiev, condotto a luglio, il 63% degli intervistati dichiara di avere fiducia in Fedorov, contro il 16% che afferma di non fidarsi di lui. Il dato lo colloca al secondo posto tra le personalità prese in esame, dietro l'ex comandante in capo delle Forze armate e attuale ambasciatore a Londra Valerii Zaluzhny, accreditato del 66%, e davanti a Zelensky, al 56%.

Quasi a voler ostentare importanti relazioni internazionali, il 19 agosto Fedorov ha fatto sapere di valutare un viaggio negli Stati Uniti, secondo quanto riferito al Kyiv Independent da funzionari statunitensi e ucraini a conoscenza della questione. Non è chiaro chi Fedorov intenda incontrare negli Stati Uniti ma sembra abbia contatti con Elon Musk, che potrebbe finanziargli la campagna elettorale e il movimento politico.

La nomenklatura si è chiusa a riccio di fronte agli attacchi di Fedorov. Zelensky non ha risposto all’ex ministro ma una fonte all'interno della presidenza ha dichiarato alla BBC che sarebbe «del tutto assurdo pianificare elezioni nel bel mezzo di missili e droni. Questo dimostra una totale mancanza di realismo».

Un altro colpo è giunto a Zelensky, sempre il 19 agosto, dall'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina (NABU) che ha avviato un'operazione speciale - denominata “Forrest Gump” - contro una presunta organizzazione criminale che coinvolge parlamentari - in carica ed ex, nonché alti funzionari dell'Ufficio presidenziale, come la vice capo Iryna Mudra. Quest'ultima è stata immediatamente licenziata da Zelensky e poi arrestata con l'accusa di riciclaggio. Il caso sarebbe in qualche modo connesso alla precedente indagine (Mida), che ha a suo tempo portato alle dimissioni di Andrii Yermak, il potente braccio destro del presidente.

Oltre a Mudra i magistrati stanno indagando sul deputato Vadym Stolar, l'ex parlamentare Maksym Mykytas, sui dirigenti della Sense Bank Oleksiy Stupak e Mykola Hladyshchenko, accusati, a vario titolo, di aver riciclato 150 milioni di grivna (circa 2,8 milioni di euro) per pagare la cauzione a un imputato dell'operazione Mida.

Sense Bank sarebbe coinvolta nel caso della maxi corruzione di Energoatom, che è appunto al centro dell'operazione Mida. Diverse intercettazioni proverebbero il coinvolgimento di Mudra per influenzare l'operato dei dirigenti della banca. Secondo le registrazioni rese pubbliche dalla NABU, Mudra avrebbe anche discusso della possibilità di influenzare la selezione dei membri del comitato di controllo civico dell'agenzia.

L'ex capo dello staff di Zelensky avrebbe infatti affermato che Klymenko - apparente riferimento al procuratore capo dell'anticorruzione Oleksandr Klymenko - dovrebbe essere sostituito con una persona fedele all'Ufficio del presidente. «Se fosse riconfermato per un secondo mandato, per altri sette anni, saremmo tutti fregati», avrebbe dichiarato Mudra.

Meglio ricordare il maldestro tentativo di Zelensky di mettere sotto controllo politico le agenzie anti-corruzione NABU e SAPO per "ripulirle dall’influenza russa", fallito in seguito alle proteste di piazza e alle pressioni di USA e UE, in imbarazzo evidente a fronte delle centinaia di miliardi elargiti a Kiev.

Anche di fronte a questo ennesimo scandalo il presidente ucraino ha lasciato parlare il suo staff. Ieri, il consigliere del presidente ucraino Mykhailo Podolyak, in un'intervista a Repubblica ha affermato che «smascherare azioni corruttive di un funzionario, a prescindere dalla posizione che ricopre, dimostra che lo Stato ha efficaci organismi anti-corruzione ed è assolutamente intollerante verso la corruzione. Sono in corso indagini e vedremo le conseguenze giudiziarie. Ma l'azione dimostra che l'Ucraina procede con la massima fermezza e con decisioni efficaci. Ci sono dei sospetti, c'è un'immediata reazione politica e le successive azioni procedurali», ha commentato.

Podolyak ha quindi escluso elezioni presidenziali a breve. «Chiunque partecipi al processo politico ha diritto di fare dichiarazioni, non solo Fedorov, ma gli ostacoli alla campagna elettorale sono aumentati», ha spiegato. «La Russia attacca i centri delle città, è impossibile garantire la sicurezza delle elezioni. E il divieto previsto dalla legge è tuttora in vigore».

L’impressione è quindi che Zelensky sia sotto assedio da più parti e forse anche in Usa ed Europa si guarda a una sua uscita di scena per chiudere un conflitto ormai insostenibile. Ciò detto il presidente e il suo entourage sembrano ancora in grado di tenere saldamente le redini del potere a Kiev.