• Identità

Nome alias per i trans in un liceo romano

Nel liceo artistico Ripetta gli studenti trans potranno farsi chiamare in classe con un nome diverso da quello anagrafico. Questo stesso nome comparirà anche nel registro elettronico, nel libretto e nei quadri. Sarà sufficiente provare che lo studente si sta sottoponendo all’iter per la rettificazione sessuale. Una iniziativa già presente in altri quattro istituti italiani e in molte università italiane con l’adozione del doppio libretto.

La Rete degli studenti medi del Lazio commenta l’iniziativa del Ripetta: «Ogni persona in transizione di genere deve sentirsi libera di esprimere sé stessa, essere riconosciuta per la propria identità e con il nome che ha scelto, soprattutto all'interno dell'ambiente scolastico. Ora abbiamo creato un documento che si ispira a quello del Ripetta e lo abbiamo proposto ai nostri rappresentanti d'istituto nelle scuole laziali per farlo adottare. Facciamo appello ai presidi, ai professori e ai genitori affinché siano sensibilizzati sulla carriera alias. Purtroppo, fin quando non cambia il nome all'anagrafe non cambierà il nome sul documento. Ma quando vieni chiamato in classe, le comunicazioni sul registro elettronico e l'appello possono creare disagio alle persone». E non si pensa al disagio di chi, in numero sicuramente più consistente, è costretto a chiamare un uomo «Maria» quando invece è Mario?

Queste iniziative, oltre ad essere censurabili sotto il profilo morale, sono discutibili anche sotto l’angolatura giuridica: perché la persona per lo Stato deve essere individuata per il tramite di una sola identità. Per il nostro ordinamento giuridico non possiamo essere contemporaneamente due persone, anche se questo sdoppiamento riguardasse ambiti circoscritti come la scuola o l’università.