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Netflix e la serie TV con un bimbo trans

Nuova serie di Netflix «The Baby-Sitters Club», rivolta ai bambini, in cui si narrano le vicende di alcune ragazzine che frequentano le scuole medie e che fanno le baby sitter. In un episodio la baby sitter Mary Anne gioca con una bambina di 9 anni di nome Bailey. Questa ad un certo punto di sporca il vestitino. Mary Anne cerca nel suo armadio un cambio e scopre che l’armadio contiene solo abiti maschili. «Fu allora che capii – spiega Mary Anne allo spettatore -: Bailey era una bambina e i suoi nuovi vestiti aiutano le persone a capirlo». In breve Bailey è un maschietto vestito da femminuccia.

Mary Ann appare turbata e cerca di schiarirsi le idee con l’amica Dawn che, tra l’altro, ha il padre gay. Questa così le spiega cosa sia la transessualità: ««È così: sei destrimano o mancino?». «Destro», risponde Mary Anne. «E se qualcuno provasse a farti fare tutto con la mano sinistra, sarebbe davvero strano, vero? Beh, è ​​così che si sente Bailey. Allo stesso modo in cui sai di essere destrimano, Bailey sa che è una ragazza… Vogliamo tutti che il nostro esterno corrisponda al nostro interno».

L’errore di ragionamento è facilmente individuabile, meno per un pubblico di bambini: l’essere destrorso o mancino è una potenzialità naturale del soggetto, come essere alto o basso, grasso o magro, versato per una lingua o abile in uno sport. La transessualità invece non è una potenzialità naturale del soggetto, è invece sintomo di un disturbo, di un malessere profondo della persona che chiede attenzione e rispettosa compartecipazione.