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L'istante in cui nasce la Sacra Famiglia

A Firenze, in Santa Maria Novella, tra gli affreschi realizzati dal Ghirlandaio per la cappella dei Tornabuoni c'è anche lo Sposalizio della Vergine. Vivace scena corale, racconta il sì di Maria e di Giuseppe, l'inizio della loro famiglia.

Sposalizio della Vergine - Ghirlandaio 2

Tutto ebbe inizio da un “sì”. Quello sussurrato dalla Vergine all’Angelo annunziante fu solo il primo di una lunga teoria pronunciata, giorno dopo giorno, affinché si compisse in Lei la volontà del Signore. Uno di questi momenti è particolarmente caro alla tradizione iconografica cristiana: a dire sì, in quel caso, sono in due perché con Maria c’è Giuseppe ed entrambi sono al cospetto del sacerdote che li unisce in matrimonio. È qui che nasce la Sacra Famiglia che Santa Madre Chiesa, nel rito ambrosiano, festeggia la terza domenica dopo l’Epifania, offrendo alle coppie di sposi che lo desiderano la possibilità di ricevere una particolare benedizione che li confermi nel loro cammino vocazionale.

Da Giotto in poi gli artisti si sono spesso confrontati con questo tema, raccontando, con il colore o nella materia, l’episodio dello Sposalizio della Vergine così come riportato dai Vangeli apocrifi, unica fonte ispiratrice possibile: "Giuseppe, già in età avanzata, si unì ad altri celibi della Palestina, richiamati da alcuni banditori provenienti da Gerusalemme. Il sacerdote Zaccaria aveva infatti ordinato che venissero convocati tutti i figli di stirpe reale per sposare la giovane Maria, futura madre di Gesù, che era vissuta nove anni nel Tempio. Per indicazione divina questi celibi avrebbero condotto all'altare il loro bastone; Dio stesso ne avrebbe poi fatto fiorire uno indicando così il prescelto. Zaccaria, entrato nel Tempio, chiese il responso nella preghiera, poi restituì i bastoni ai legittimi proprietari: l'ultimo era quello di Giuseppe, era in fiore e da esso uscì una colomba che si pose sul suo capo".

Non c’è la colomba nell’affresco di Domenico Ghirlandaio in Santa Maria Novella a Firenze e della verga fiorita di Giuseppe, aggiunta a secco, resta solo una traccia del gambo sopra la sua testa. Lo svolgimento della scena è, comunque, tradizionale. Al centro, in primo piano, lo sposo, non più giovane, infila l’anello nel dito di Maria sotto lo sguardo attento del sacerdote che partecipa al rito sostenendo le loro braccia. Alla cerimonia assistono un gruppo di donne e uno di uomini di cui alcuni manifestano, con almarcato realismo, la rabbia di non essere stati prescelti, alzando il pugno o spezzando il loro bastone privo di fiori. La composizione della scena risulta perfettamente bilanciata dalla disposizione delle figure e dal ritmo dei colori e all’architettura classica dello sfondo la presenza di un flautista e un tamburino aggiunge una vivace nota di costume.

Lo Sposalizio della Vergine fa parte di un ampio ciclo di storie, di Maria e di San Giovanni Battista, commissionate al Ghirlandaio dalla famiglia Tornabuoni nella cappella maggiore della chiesa fiorentina e realizzate tra il 1485 e il 1490. Considerata la mole di lavoro il maestro, cui si deve il disegno generale e la supervisione nella fase esecutiva, si fece aiutare da allievi di bottega tra cui compare il giovanissimo Michelangelo Buonarroti, all’epoca adolescente.