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Vittime di rapimenti

Liberato il sacerdote cattolico rapito in Nigeria

Come spesso accade, padre Okide era stato sequestrato, quasi sicuramente a scopo di estorsione, mentre stava viaggiando verso casa

 

È stato liberato la sera del 21 settembre padre Marcellinus Obioma Okide, il sacerdote cattolico rapito domenica 17 settembre in Nigeria, nello stato sudorientale di Enugu. Non si sa se è stato pagato un riscatto. Padre Okide stava rientrando nella sua parrocchia quando lungo la Eke-Affa-Egede Road, verso le 17.00, degli uomini armati lo hanno fermato e sequestrato insieme a tre altre persone che viaggiavano con lui. Padre Okide è stato ordinato nel 2010 e presta servizio nella parrocchia di St. Mary's Amofia-Agu Affa che fa parte della diocesi di Enugu, la città capitale dell’omonimo stato. La Nigeria sudorientale registra da qualche anno un aumento dei rapimenti a scopo di estorsione nella regione la violenza è alimentata dal movimento separatista del Biafra. Padre Benjamin Achi, direttore diocesano delle comunicazioni, aveva chiesto di pregare per la liberazione di padre Okide e dei suoi compagni di viaggio. Il comandante della polizia di Enugu, Daniel Ndukwe, aveva detto che una squadra di agenti era stata incaricata di dare la caccia ai rapitori. “Non sarà lasciato nulla di intentato per garantire la salvezza delle vittime e la cattura dei colpevoli”, aveva assicurato. Ma i rapimenti a scopo di estorsione, molti dei quali lungo le arterie che collegano le città, sono diventati un flagello in gran parte della Nigeria e costituiscono ormai uno dei maggiori fattori di insicurezza. Da alcuni anni inoltre i rapitori prendono di mira non più soltanto persone benestanti. Accontentandosi di cifre inferiori come riscatto, sequestrano chiunque, persino degli studenti prelevati a scuola e nei campus, e non risparmiano neanche i religiosi, rapiti a decine ogni anno. Quasi sempre il sequestro si risolve con il pagamento del riscatto e la liberazione delle vittime, ma più di un sacerdote non ha più fatto ritorno. Uno dei rapimenti conclusisi felicemente è quello di padre Paul Sanogo, originario del Mali, e di Melchior Maharini, un seminarista del Tanzania, che erano stati rapiti il 2 agosto nella diocesi di Minna, nello stato del Niger, e sono stati rilasciati il 23 agosto.