Leone XIV ai vescovi latini del mondo arabo: «Non siete soli»
Giovedì 3 settembre il Papa ha ricevuto la Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni Arabe, testimoniando l'affetto della Chiesa universale e invitandoli a non temere di essere una piccola presenza, perché «la fecondità della Chiesa non si misura nei numeri, nelle strutture o nelle risorse, ma nella fedeltà al Vangelo».
Ricevendo la Conferenza dei Vescovi Latini nelle Regioni Arabe, presieduta dal cardinale Pizzaballa, giovedì 3 settembre, Leone XIV ha testimoniato loro l'affetto della Chiesa universale verso le loro comunità, piccole, tribolate e preziose: «Non siete soli», ha detto loro, invitandoli a non temere di essere una piccola presenza, perché «la fecondità della Chiesa non si misura nei numeri, nelle strutture o nelle risorse, ma nella fedeltà al Vangelo. Una comunità piccola, se radicata in Cristo, può essere una presenza preziosa».
Una realtà numericamente ridotta ma presente in una «realtà vasta e articolata» che conosce il martirio: il Papa ricorda suor Leonella Sgorbati e «tanti sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli che hanno donato la vita», la cui testimonianza è luce e invito a non cedere alla paura e alla rassegnazione, così come il ministero dei vescovi diviene ancor più necessario «quando le comunità si fanno più fragili e molte famiglie sono costrette a emigrare». Ai vescovi di queste aree tribolate raccomanda di non perdere di vista «l’essenziale della missione della Chiesa: l’annuncio del Vangelo, la preghiera, i Sacramenti e la formazione cristiana», curando le famiglie e i giovani e i numerosi migranti presenti soprattutto nei Paesi del Golfo.
Leone XIV invita i vescovi latini a custodire e rafforzare la comunione con le varie Chiese e i diversi riti orientali («una ricchezza da vivere nell’unità»), instaurando «un dialogo sincero con le altre comunità cristiane, con i musulmani e con le diverse tradizioni religiose. Dialogare non significa rinunciare alla propria identità, ma viverla senza paura dell’incontro».
Il Papa ricorda loro il senso di una missione che «non consiste semplicemente nel conservare una presenza cristiana, ma nel rendere presente Cristo». Pur operando in contesti lacerati da tensioni e conflitti, «non siete chiamati a risolvere tutti i problemi delle vostre terre, ma a essere fedeli al Vangelo e al popolo che vi è affidato», dice ai vescovi: «Non abbiate paura di seminare senza vedere subito i frutti. La semina appartiene a voi; la crescita appartiene a Dio».


