• ANTISEMITISMO IN GERMANIA

L'attacco alla sinagoga di Halle durante Yom Kippur

Attacco alla sinagoga di Halle, Germania, nel giorno dello Yom Kippur. Poteva essere un massacro molto peggiore, visto che nel tempio erano raccolte una sessantina di persone. Il terrorista ha sparato ripetutamente alla porta, senza riuscire a sfondarla, poi si è sfogato su altri bersagli, uccidendo due persone. L'attentatore, arrestato, è un tedesco antisemita

Posto di blocco di polizia dopo l'attacco a Halle

Attacco alla sinagoga di Halle, Germania, nel giorno dello Yom Kippur. Poteva essere un massacro molto peggiore, visto che nel tempio erano raccolte una sessantina di persone. Il terrorista ha sparato ripetutamente alla porta, senza riuscire a sfondarla, poi si è sfogato su altri bersagli: una bomba artigianale lanciata nel vicino cimitero ebraico, una passante assassinata, poi ha sparato contro un piccolo ristorante kebab, a mezzo chilometro di distanza, uccidendo un uomo che era al suo interno. Il terrorista è stato arrestato poco dopo, perché con la sua auto rubata, nel tentativo di fuga, si è scontrato con un camion. La polizia lo ha identificato come Stephan Balliet, tedesco, 27 anni.

Il più sacro dei giorni dell’ebraismo, è storicamente segnato da tragedie, da aggressioni contro il popolo ebraico. Basti pensare alla guerra dello Yom Kippur, scoppiata il 6 ottobre del 1973 con l'attacco di sorpresa siriano ed egiziano a Israele. Ieri, poi, ricorreva anche l’anniversario dell’attentato alla sinagoga di Roma, del 9 ottobre 1982, ad opera di terroristi palestinesi, in cui perì Stefano Gaj Tachè, un bambino di due anni. L’attacco di ieri si inserisce nella stessa scia di sangue. Non è andato a buon fine, nel senso che avrebbe potuto concludersi con un bilancio ben più drammatico. La sinagoga di Halle, non era protetta dalla polizia. “La porta è rimasta chiusa, Dio ci ha protetti. Il tutto è durato forse dai cinque ai dieci minuti” ha dichiarato Max Privorozki, presidente della comunità ebraica di Halle. Due persone sono comunque state assassinate: si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

La matrice antisemita dell’attacco è dichiarata dallo stesso attentatore. Il 27enne tedesco, vestito con una tenuta verde scura, da militare, elmetto con videocamera montata, si è filmato prima e durante la sua azione. Arrivando sulla scena del crimine, ha lasciato una sorta di testamento in cui elencava i mali dell’Occidente e affermando che “alla radice di tutti i problemi ci sono gli ebrei”. Il video, per 35 minuti, è stato mandato online in diretta su Twitch, piattaforma usata per postare videogiochi o sport. Poi gli amministratori di Twitch lo hanno cancellato e hanno dichiarato che bandiranno ogni utente che cercherà di rilanciarlo. Intanto il video è stato monitorato attentamente ed ha eliminato ogni dubbio sulla matrice di estrema destra dell’attacco.

L’emergere di un nuovo terrorismo di estrema destra si somma all’allarme per quello di matrice jihadista. Sul fronte dell’estrema destra, il 30 settembre la polizia tedesca aveva sgominato una cellula neonazista che preparava attentati a Berlino. In giugno era stato assassinato un politico democristiano Walter Luebcke, a casa sua, nei pressi di Kassel, da parte di un estremista di destra, perché accusato di essere troppo pro-immigrazione. Nello stesso periodo, anche un immigrato eritreo era stato assassinato da un altro estremista di destra. Sul fronte jihadista, solo due giorni fa un immigrato siriano di 32 anni aveva rubato un camion, a Limburg, e aveva cercato di replicare la strage del mercatino di Natale di Berlino. Non ci è riuscito solo per caso, ma ha provocato otto feriti. In quel caso, sia la stampa che le autorità, sono però riluttanti a parlare di terrorismo.

Si dà per scontato che enfatizzando le notizie su attentati e tentativi di attentati islamici si alimenti l’estrema destra. I fatti di ieri dimostrano che neonazisti e jihadisti sono in realtà due facce della stessa medaglia, entrambi convergono nell’odio contro gli ebrei. La cronaca delle città tedesche si sta riempiendo di notizie di atti di antisemitismo, tanto che, dal maggio scorso, le autorità sconsigliano agli ebrei di indossare la kippah, che li renderebbe facilmente identificabili. Nel 2018, in tutta la Germania, sono stati registrati 62 atti di violenza antisemita, quasi il doppio rispetto ai 37 del 2017. Ma il quadro non è completo, perché se alle aggressioni si aggiungono anche il bullismo e gli insulti, gli atti di antisemitismo si contano nell’ordine delle centinaia, forse delle migliaia. Nella sola capitale, Berlino, ne sono stati denunciati 440 nel corso del 2018. Si tratta di bullismo nelle scuole (in un istituto privato del quartiere Zehlendorf uno studente ebreo ha dovuto cambiare scuola), violenza in pubblico (un ebreo frustato con una cinghia da un immigrato siriano nel quartiere di Prenzlauer Berg), più insulti per strada, tassisti che rifiutano di caricare passeggeri che portano la kippah e tanti altri episodi di questo tipo. Pur tenendo conto di molte eccezioni, gli autori, nella Germania occidentale, sono soprattutto musulmani immigrati. Nella Germania orientale (come a Halle), con meno immigrazione, sono soprattutto tedeschi di estrema destra. E’ interessante notare come il neonazismo sia diffuso soprattutto nella parte di Germania che era comunista fino a 30 anni fa. Il sistema totalitario imposto dai sovietici sulle ceneri del regime hitleriano, pare averlo ibernato invece che estirpato.