• C’è chi dice no

La prima persona "non binaria" fa dietro front

Lo statunitense Jamie Shupe da bambino subisce abusi sessuali. Crescendo i medici gli diagnosticano un disturbo post-traumatico cronico, un disturbo bipolare e un disturbo borderline di personalità. Ad un certo punto crede di essere una femmina, si fa visitare da un infermiere e chiede di essere sottoposto a trattamenti ormonali. L’infermiere acconsente per paura delle ripercussioni sulla sua carriera.

Poi si accorge del suo errore: “Nonostante avessi preso o mi fossi iniettato ogni miscela di ormoni e antiandrogeni non assomigliavo affatto a una femmina. La gente per strada era d'accordo. I loro sguardi duri riflettevano la realtà oggettiva nascosta dietro la mia finta identità di donna. Il sesso biologico è immutabile. Ci vollero tre anni perché quella consapevolezza si stabilisse in me”.

Successivamente un’altra svolta: non si crede né maschio né femmina. Insomma una persona non binaria, condizione certificata anche da un giudice dell’Oregon. Era la prima volta che accadeva.

Infine la consapevolezza di essere un maschio e di essere finito dentro un grande inganno ordito dalle lobby gender: “La verità è che il mio cambio di sesso in non binario è stata una frode medica e scientifica. Avrei dovuto essere curato. Invece, ad ogni passo, i dottori, i giudici e i gruppi di avvocatura hanno assecondato la mia finzione. Due false identità di genere non potevano nascondere la verità della mia realtà biologica. Non esiste un terzo genere o un terzo sesso. Come me, le persone intersessuali sono maschi o femmine. La loro condizione è il risultato di un disturbo e hanno bisogno di aiuto e compassione. Ho fatto la mia parte nel portare avanti questa grande illusione. Non sono la vittima qui. Piuttosto mia moglie, mia figlia e i contribuenti americani sono le vere vittime”.

https://www.provitaefamiglia.it/blog/il-primo-uomo-non-binario-dichiara-il-gender-e-un-inganno