La misericordia disarma
Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei (Gv 8,7)
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
(Gv 8,1-11)
Gesù smaschera l’ipocrisia di chi giudica senza riconoscere il proprio peccato e invita tutti a guardarsi dentro. Non condanna la donna per il suo peccato grave e manifesto, ma le offre misericordia e una possibilità di vita nuova. In Gesù giustizia e misericordia si incontrano: non giustifica il male, che anzi condanna, ma tenta di salvare la persona. Questo Vangelo ci chiama a lasciare le “pietre” del giudizio degli altri e a guardare ai nostri peccati per convertirci. Quando vedi il peccato degli altri, sei più incline a giudicare o a riconoscere prima il tuo? Quando hai fatto esperienza di recente dello sguardo di misericordia di Gesù che ti rialza invece di condannarti? Nella tua vita concreta, cosa significa per te oggi “non peccare più”?

