• IL SAGGIO

La follia verde che tenta di distruggere i Paesi Bassi

La follia verde in Olanda impone di ridurre il numero di bovini, invita a pagare una tassa di compensazione della CO2 al momento dell'acquisto di un biglietto aereo mentre l'industria delle costruzioni è ridotta. Le autostrade impongono un limite di velocità ridotto. È una follia ispirata e sostenuta da istituzioni internazionali, insieme a movimenti radicali social-socialisti, che vuole distruggere ciò che resta in Europa dell’ordine sociale ed economico, sostituendolo con una società verde semi-hippie, senza religione, con sottoproduzione e senza alcuna morale.

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Pubblichiamo un estratto del saggio di Hugo Bos sulle conseguenze dell’ecologismo ideologico in Olanda contenuto nel XII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân dal titolo “Ambientalismo e globalismo, nuove ideologie politiche" (Cantagalli 2020). Il Rapporto può essere acquistato scrivendo a info@vanthuanobservatory.org

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All'inizio del 2020, ho avuto l'onore di pubblicare il libro "Green is the New Red  - Il verde è il nuovo rosso", insieme a un Comitato di studio di Civitas Christiana Foundation. L'obiettivo era denunciare le manovre ambientaliste e aiutare i Paesi Bassi ad affrontare le minacce che, giorno dopo giorno, in nome dell'ecologia, minacciano i settori che continuano a far funzionare la nostra società.

Questo nuovo socialismo verde è abbastanza attivo nel Nord Europa. Trasmette l'idea che l'agricoltura moderna, l'edilizia, le strade, le barche, i trasporti, l'industria, la produzione industriale e così via, si basino su un sistema che sfrutta l'ambiente e mette a rischio la terra.

Secondo il socialismo verde, il perseguimento legittimo del profitto basato sul diritto alla proprietà privata, pur rendendo possibile un sistema così produttivo, è responsabile di un cambiamento climatico con conseguenze catastrofiche per le generazioni future.

Oggi il popolo olandese deve affrontare un grave problema di coscienza. Secondo una falsa alternativa: o continuiamo a produrre e mantenere il nostro stile di vita, emettendo così CO2 e azoto, ritenuti responsabili di una catastrofe ambientale; oppure pieghiamo la testa ai profeti dell'ecologia, produciamo meno, viviamo uno stile di vita più primitivo, senza grandi pretese, sotto una governance globale, e quindi «calmiamo la furia della natura».

Un simile problema di coscienza è pervasivo oggi nei Paesi Bassi: dobbiamo ridurre il numero di bovini; siamo "gentilmente" invitati a pagare una tassa di compensazione della CO2 al momento dell'acquisto di un biglietto aereo o del deposito dell'auto; l'industria delle costruzioni è ridotta; le autostrade hanno imposto un limite di velocità considerevolmente ridotto; siamo sopraffatti da una propaganda verde nelle stazioni di servizio, negli hotel, nelle scuole e nei centri commerciali che infonde un senso di colpa, descrivendoci come insensibili ed avidi.

A inizio secolo, la Commissione europea ha lanciato una "brillante idea": il Programma Natura 2000, il cui obiettivo era quello di creare una rete europea per proteggere «siti di riproduzione e di riposo per specie rare e minacciate». Nei Paesi Bassi, non meno di 180 aree sono state identificate come parte di tale rete. Estendendo oltre il 18% della superficie terrestre dell'UE e quasi il 9,5% del suo territorio marino, Natura 2000, è la più grande rete coordinata di aree protette al mondo. L'impatto sui Paesi Bassi è enorme.

Per aderire a Natura 2000, il Programma Aanpack Stikstof 2015-2021 (PAS) è stato messo in atto nelle Low Lands e ha iniziato a essere più rigorosamente imposto a partire dal 2019. Ciò ha suscitato una serie di proteste da parte di agricoltori e costruttori.

Le misure per ridurre le emissioni di azoto stanno costringendo gli agricoltori a ridurre drasticamente la produzione. Nel caso dei Paesi Bassi, tale riduzione toglie la nostra effettiva possibilità di competere sul mercato. Ad oggi noi siamo il secondo più grande esportatore di prodotti agricoli in Europa. A causa delle misure ambientaliste, molti produttori stanno già pensando di lasciare il Paese per lavorare altrove, allo stesso nodo in cui migliaia di immigrati si riversano nel Paese, solo per vivere con sussidi statali.

La riduzione delle emissioni di azoto è stata scientificamente contestata. L'azoto arricchisce il suolo. È ironico che il PAS, che ha lo scopo di proteggere le aree con terreno povero, dove possono crescere solo piante rare, vuole allo stesso tempo ridurre l'emissione di un nutriente che potrebbe arricchire quei terreni. Come se volessero mantenere quelle aree povere.

I Paesi Bassi presentano una delle maggiori densità di popolazione in Europa, quindi il settore delle costruzioni è di grande importanza. Anche questo viene minato dal PAS. Rimuovendo la sabbia dal terreno, viene emesso azoto. Per gli ambientalisti, questo non è accettabile, anche se è scientificamente provato che i rischi e i danni sono molto limitati. E senza sabbia, l'industria delle costruzioni si blocca semplicemente.

Leggiamo nel PAS: «Il motivo del programma è il fatto che in molte aree Natura 2000 il sovraccarico dei depositi di azoto è un grave problema per la realizzazione degli obiettivi di conservazione della natura sensibile all'azoto in quelle aree, verso le quali i Paesi Bassi si sono impegnati ai sensi della Birds Directive e della Habitats Directive». Queste misure internazionali prevenute interferiscono con la nostra sovranità, l’economia e la proprietà privata. La Direttiva Uccelli è stata emessa dall'UE nel 2009 e la Direttiva Habitat è stata adottata dopo la Convenzione di Berna nel 1992, ispirata all'ECO-92. I lavoratori, in generale, sono scarsamente informati riguardo misure che avrebbero sicuramente rifiutato se avvertiti delle loro reali conseguenze. Questi Trattati sono in sospeso da decenni. Poi all'improvviso arriva un nuovo Governo e dice: «Ora siamo costretti ad attuarli perché abbiamo firmato un Trattato più di 30 anni fa ...» Se è stato concordato nel 1992, perché non sono stati attuati allora? Perché dovrebbero essere implementati ora? Ancora una volta, c'è chiaramente un'Agenda che gioca con gli umori dell'opinione pubblica ogni volta che è conveniente per il suo obiettivo.

Si legge nel PAS: «Su base regolare, l'Autorità competente deve respingere una domanda di autorizzazione ... oppure un'autorizzazione concessa sarà annullata dal Tribunale se la persona che intende svolgere tale attività non è in grado di dimostrare in modo sufficiente che i tipi di habitat sensibili all'azoto e gli habitat delle specie in un'area Natura 2000 non saranno interessati da tale attività». In diritto, esiste un principio noto come Auctori incumbit onus probandi, cioè “l'onere della prova spetta a coloro che accusano”, e non quindi all'imputato. In questo caso, è il contrario. L'agricoltore, il costruttore o qualsiasi proprietario, non riceveranno un'autorizzazione per una determinata attività e avranno anche una precedente autorizzazione ritirata, se non dimostreranno sufficientemente che la loro attività non influenzerà la piccola porzione di palude o il povero nido di vespe accanto alla loro stessa proprietà.

Inoltre, gli ambientalisti hanno già annunciato che dopo la scadenza del PAS nel 2021, usciranno con nuove misure, ancora più rigorose. Leggiamo nel PAS: «Dopo il periodo di vigenza di questo programma, ci sarà un altro programma per un periodo di ulteriori sei anni. Ci sarà in ogni caso un secondo programma (per il periodo che va dal 1 luglio 2021 al 1 luglio 2027) e un terzo programma (per il periodo 1 luglio 2027-1 luglio 2033). Entro il 2030 sarà necessario valutare se - a seconda del carico di azoto e dello stato di conservazione degli habitat sensibili all'azoto e degli habitat delle diverse specie, nei siti Natura 2000 interessati - il proseguimento di un approccio programmatico e l'obbligo giuridico di farlo sarà necessario».

Ancora una volta, quale piano serio si può fare per il futuro, con questo costante mutamento delle normative, con questa insicurezza giuridica?

Nel 2018, il Primo Ministro Mark Rutte ha emesso il noto "gasverbod", una politica di graduale eliminazione del gas naturale per riscaldamento, per motivi ambientali. Il governo vuole sostituirlo con un sistema geotermico che "pompa" il calore dal terreno. Il primo passo è stato quello di vietare la costruzione di nuove case con il sistema del gas.

Il riscaldamento geotermico è inefficiente. Inoltre, richiede un drastico cambiamento nell'infrastruttura di case ed edifici, insieme ad un uso eccessivo di elettricità. Se il gasverbod viene ulteriormente implementato, la famiglia media olandese dovrà spendere da 25 a 40 mila euro solo per cambiare il sistema. Ciò rappresenta un costo nazionale iniziale di circa 200 miliardi di euro. Secondo l'Istituto olandese di economia per l'edilizia, una cifra del genere potrebbe salire a 500 miliardi, se anche negozi e aziende fossero inclusi nella politica.

Ciò ha condotto ad un altro assurdo. Poiché la maggior parte delle persone non dispone di tali fondi prontamente disponibili, il Governo si è offerto di acquistare il terreno della famiglia, in cambio dell'installazione del nuovo sistema. Ciò significa che la famiglia continuerà a possedere la casa, ma non sarà più suo il terreno su cui è costruita, fino a quando non ripagherà i soldi. Ancora una volta, un attacco sottile ma feroce alla proprietà privata, per cui la popolazione diventa sempre più dipendente dal potere centrale.

A partire dal 2020, già 39 Consigli comunali hanno implementato misure secodo cui le case di nuova costruzione non possono più avere il sistema di riscaldamento a gas naturale. L'infrastruttura olandese del gas vale attualmente 100 miliardi di euro. Tutta quella ricchezza potrebbe andare presto nel cestino, sostituita da un sistema molto più costoso e meno efficace. Quindi, tra qualche anno, un altro fondamentalista verde potrebbe dire che l'energia geotermica non è abbastanza verde. Quindi una nuova regolamentazione arriverebbe nuovamente a derubare la popolazione.

Potremmo continuare con esempi di come la Follia verde stia cercando di prendere d'assalto il nostro Paese, ma quelli qui descritti sono sufficienti per dare un'idea al lettore. Tale assalto, ispirato e sostenuto da Istituzioni internazionali, in particolare ONU e UE, insieme a movimenti radicali social-socialisti, vogliono distruggere ciò che resta in Europa dell’ordine sociale ed economico, sostituendolo con una società verde semi-hippie, senza religione, con sottoproduzione e senza  alcuna morale se non gli accordi ambientali.

*Direttore di Civitas Christiana Foundation – Paesi Bassi

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