• EMERGENZA CORONAVIRUS

La Chiesa scozzese chiude, ma "strappa" funerali e nozze

La Chiesa deve sospendere forzatamente le Messe, ma i vescovi hanno ottenuto dal Governo di Edimburgo che le chiese rimangano aperte e che si celebrino funerali, battesimi e matrimoni. L'Arcivescovo di Glasgow ai fedeli: «Dio non vi abbandona e neanche noi». 

In Scozia hanno cominciato a registrarsi i primi morti di Coronavirus, e la preoccupazione ha cominciato a diffondersi anche in questo remoto angolo d’Europa. Il Governo locale sta provvedendo ad aumentare il numero di posti di terapia intensiva, che in una regione che ha la metà degli abitanti della Lombardia può disporre di 700 posti. All’inizio dell’epidemia tali posti in Lombardia ricordiamo che erano 400.

Il Governo di Edimburgo ha deciso di andare decisamente controcorrente rispetto a quello di Londra, decretando una serie di chiusure, sul modello continentale, a partire dalle scuole. A differenza del Governo centrale guidato da Boris Johnson, che aveva deciso di non porre imposizioni alle chiese delle varie confessioni, lasciando loro libertà di scelta su come comportarsi. La leader scozzese Nicola Surgeon ha invece chiesto alle varie chiese di chiudere, sempre secondo il modello italiano e continentale.

La preoccupazione per il diffondersi del virus si era posta nei giorni scorsi alla Chiesa cattolica, che a nord del Vallo di Adriano ha una percentuale numerica del 16% della popolazione, circa il doppio dell’Inghilterra. Una presenza quindi importante, per una Chiesa a lungo vittima di discriminazioni e settarismi. Finora la vita religiosa  da Glasgow alle Highlands si era svolta regolarmente, con Messe e Sacramenti regolarmente amministrati, naturalmente con avvisi e avvertenze date ai fedeli, secondo il modello polacco.

Di fronte all’espandersi dell’epidemia in tutto il Regno Unito, i vescovi cattolici si erano interrogati su quali decisioni prendere, e la scelta era stata di tenere aperte le chiese e continuare la celebrazione delle Messe con ulteriori indicazioni di prudenza. Una scelta motivata dal desiderio dei sacerdoti di continuare a stare accanto alle persone e sostenere con la forza della Fede le proprie comunità.

Ora tuttavia bisogna sospendere forzatamente le Messe, ma i Vescovi scozzesi hanno ottenuto delle importanti concessioni dal Governo di Edimburgo: le chiese potranno restare aperte, ma soprattutto potranno essere celebrati funerali, battesimi e matrimoni, alla presenza dei soli familiari. Un risultato importante, soprattutto alla luce di quanto doloroso possa essere separarsi dai propri cari defunti senza una Messa funebre, e quanto sia importante attraverso il Sacramento del Battesimo introdurre i nuovi nati nella vita di Grazia.

La Chiesa in Scozia esce dunque da questa vicenda a testa altissima: ha dimostrato la propria volontà di continuare a celebrare le Sante Messe, e ha ottenuto dal Governo delle importanti concessioni, dimostrando che nei confronti del potere politico si può anche avere una posizione di non totale sottomissione.

L’Arcivescovo di Glasgow, monsignor Philip Tartaglia, che ha origini italiane, ha tenuto un commovente discorso nella Cattedrale di St. Andrew che la Nuova BQ è lieta di offrire ai propri lettori. Una testimonianza toccante che viene da una Chiesa che ha sofferto molto per dare testimonianza alla Verità, e che vuole farlo anche nell’attuale grave circostanza.

“Siamo nel bel mezzo di una forte diffusione del Coronavirus, o Covid-19, qui in Scozia e nel Regno Unito, come in gran parte dell'Europa. Questo sta avendo un grande impatto sulla nostra vita e possiamo aspettarci che abbia un impatto maggiore col passare dei giorni. Siamo stati bombardati da notifiche di sanità pubblica e sappiamo tutti quali precauzioni prendere. Il governo imporrà anche restrizioni quando e quando lo riterrà necessario, e queste potrebbero diventare piuttosto limitanti.

Da parte nostra, abbiamo apportato modifiche al modo in cui ci comportiamo nei nostri atti di adorazione al fine di inibire la diffusione del virus e continueremo a prendere tutte le misure necessarie. Questo virus non ha precedenti nella nostra vita. Non possiamo vederlo arrivare. Non esiste ancora un vaccino per questo. Ci viene detto che molte persone potrebbero essere infettate e che alcune moriranno, come già hanno fatto, specialmente quelle di una certa età e con problemi di salute. Stiamo affrontando qualcosa che è al di fuori del nostro controllo.

Nonostante i valorosi sforzi di medici, operatori sanitari e scienziati, ci sentiamo esposti e vulnerabili. In queste circostanze, voglio assicurarvi che Dio vi ama e non vi abbandonerà. Posso dirvi che la Chiesa e i vostri sacerdoti non vi abbandoneranno. Il Padre ha inviato suo Figlio per portarci la pienezza della vita. Gesù Cristo morì sulla croce e risuscitò il terzo giorno per conquistare la malattia e la morte in tutte le sue manifestazioni.

Nel Vangelo Gesù ha esortato la donna al pozzo a bere l'acqua viva che sale alla vita eterna. Gesù guardò nella sua anima e lei credette in lui. Guarda le nostre anime in questo momento di bisogno e ci chiede di credere in lui. "Io sono Lui", ci dice, "Io sono il Salvatore". Prego con tutto il cuore che questo Coronavirus risulti di breve durata, che la curva della sua diffusione possa abbassarsi, che le politiche e le precauzioni sanitarie siano efficaci.

Prego per i nostri leader, per i nostri medici, i nostri scienziati e i nostri operatori sanitari. Ho una grande fiducia nel loro giudizio. Come buoni cittadini e membri della comunità, faremo tutto ciò che deve essere fatto sia come individui che come Chiesa. Abbiamo sentito  di episodi sporadici di avidità ed egoismo tra la popolazione in generale. Questo non dovrebbe accadere. Ricordo a tutti noi che il Signore ci chiama ad amare, ad avere compassione, pazienza, gentilezza e bontà in ogni circostanza, specialmente in periodi di stress e pericolo.

Soprattutto, qualunque cosa accada, confido nell'amore del Padre, nella morte e risurrezione di suo Figlio Gesù Cristo, nell'intercessione di Maria e dei Santi. Miei cari fratelli e sorelle, lo faremo con l'aiuto di Dio”.

Dona Ora