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La battaglia sulla risoluzione abortista

Dopo il rinvio, si vota per la risoluzione Estrela, che tenta di introdurre il "diritto" all'aborto, assieme a tante altre riforme laiciste del diritto di famiglia. Le lobby abortiste ce la stanno mettendo tutta.

Europarlamento

“Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore”. Così Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium. È proprio ciò che sta avvenendo in queste ore al Parlamento europeo, riguardo alla relazione della deputata portoghese Edite Estrela, il cui voto finale in seduta plenaria è previsto per domani, martedì 10 dicembre. “Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano”, continua il Pontefice. Di fronte a questa evidenza, di fronte al fatto che la relazione Estrela voglia far passare per diritto umano ciò che ne è l’esatta negazione, tanta gente di buon senso, non solo cristiani, sta contattando gli eurodeputati, anche tramite una petizione online avviata da Citizen Go.

Del resto i deputati europei sono abituati a ricevere tante comunicazioni ed e-mail, come un po’ tutti i politici. Ma in questi giorni sono destinatari di una quantità di messaggi enorme, proprio in vista del voto di martedì. Tutto ciò è molto significativo: da una parte tanti semplici cittadini, che chiedono il rispetto delle procedure democratiche ed il ritiro della relazione Estrela, dall’altra potenti lobby che spingono per una rapida approvazione di tale progetto, stigmatizzando coloro che vi si oppongono come estremisti religiosi. Da una parte padri e madri di famiglia, europei preoccupati per l’educazione dei loro figli, dall’altra difensori di grandi interessi economici legati all’aborto e al controllo delle nascite. Tra questi ultimi spiccano la famosa Amnesty International (ormai ribattezzata Abortion International), la Rete europea del planning familiare (IPPF), lautamente finanziata dall’UE, e la Federazione umanista europea, il braccio politico della massoneria a Bruxelles.

È singolare notare come il messaggio inviato agli eurodeputati da Pierre Galand, presidente di tale Federazione di stampo massonico, somigli tanto ad un altro messaggio, inviato in questi giorni dalla stessa Edite Estrela ai suoi colleghi per invitarli a sostenerla: per forma e per contenuto sembrano scritti dalla stessa persona. Non è difficile dedurre, dunque, chi sostenga con tanta forza questa relazione sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi. Si direbbe quasi che l’Onorevole Estrela sia come uno strumento in mano ad influenti attori che si inseriscono in un ampio panorama internazionale. Cosa dire, poi, dell’IPPF che prima ancora della pubblicazione del progetto di relazione ne rivendicava pubblicamente la paternità?

Come già affermato, la saga di questa controversa relazione ha dello straordinario, visto anche il rinvio in commissione del 22 ottobre. Ma adesso appaiono sempre più evidenti i grandi interessi economici e ideologici che vi sono dietro. Se la versione “ritoccata” della relazione Estrela ha escluso il riferimento alle linee guida dell’OMS, lo stampo ideologico di base resta identico. Inoltre, si continua a promuovere il diritto all’aborto negli stati dell’UE (esortando ad un cambiamento gli stati nei quali l’aborto resta illegale), si promuove l’aborto per le minori anche senza il consenso dei genitori, si invita l’UE a fare del controllo delle nascite (anche tramite l’aborto) un pilastro della politica di aiuto allo sviluppo... Solo per menzionare alcuni tratti salienti.

La tensione politica su questo progetto di risoluzione resta al tempo stessa molto alta. Il gruppo socialista, di cui fa parte Edite Estrela ed anche l’attuale Presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, non sembra aver alcuna intenzione di retrocedere: quest’ultimo sarebbe in misura di bloccare la procedura, in seguito ai dubbi sollevati dal Servizio giuridico del Parlamento. Ma niente, l’ideologia sembra prevalere anche sul Regolamento, la cui interpretazione in casi come questo spetterebbe alla Commissione affari costituzionali. Proprio per questo motivo, martedì prossimo sarebbe anche possibile un secondo rinvio, al posto del voto: questa volta però la relazione non ritornerebbe alla Commissione originaria di cui fa parte Estrela, ma alla Commissione affari costituzionali. Nel frattempo sia il gruppo Europa Libertà e Democrazia che il gruppo del Partito Popolare Europeo (nonostante le reticenze dei membri francesi) presenteranno delle risoluzioni alternative. Inoltre, c’è anche la possibilità che lunedì pomeriggio il voto venga semplicemente tolto dall’ordine del giorno, di fronte alle numerose ombre che lo circondano.

A questo punto, dunque, la vittoria della risoluzione Estrela non è affatto scontata. L’argomento secondo il quale si tratterebbe di una risoluzione non giuridicamente vincolante non è una buona scusa per astenersi. Dovrebbero saperlo i numerosi eurodeputati italiani che sembrano indecisi se prendere chiaramente una posizione contro questo progetto. Infatti, una volta approvata, tale relazione diventerà una parola ufficiale del Parlamento, con una grande influenza politica sulla Commissione europea e sugli Stati membri dell’UE. Altrimenti non si spiegherebbe tutta questa passione che certe lobby ci stanno mettendo nel difenderla.