• UTERO IN AFFITTO

Jessica, la triste verità di una mamma surrogata influencer

Ci mancava solo la madre surrogata influencer. Jessica Girado, 35 anni, moglie e già mamma di cinque figli, ha soddisfatto con il proprio grembo i desideri genitoriali altrui. E ora racconta a 18 mila follower i segreti per una perfetta gestazione per altri. Non accorgendosi che quelle che chiama scomodità o fastidi sono in realtà conseguenze molto gravi. 

Ci mancava solo la madre surrogata influencer. Ma in tempi di propaganda spinta in favore dell’agenda progressista era, in fondo, solo questione di tempo. Ciò nonostante, la vicenda di Jessica Girado, una donna di 35 anni, moglie di un pastore e già mamma di cinque figli e 18.000 follower su Instagram – non una marea, ma neppure quattro gatti – che ora racconta la sua esperienza di madre surrogata, risalente allo scorso anno quando ha portato in grembo due gemelli, appare meritevole di una riflessione. Ricostruiamo la storia a partire dall’intervista lasciata dalla donna a Kelsey Pelzer di Parade, settimanale statunitense che, la domenica, esce come supplemento di oltre 450 giornali nazionali.

Tutto ha avuto inizio in California, racconta la Girado – che bella, magra, con lunghi capelli lisci, la carnagione scura e un grande sorriso incorniciato da labbra carnose, sembra la testimonial perfetta per sdoganare l’utero in affitto –, quando lei era incinta del suo quinto figlio. In quel periodo, la sua migliore amica lottava da anni con problemi d’infertilità. E’ stato allora che la donna, stando alle sue parole, ha iniziato a coltivare la volontà di soddisfare con il proprio grembo i desideri genitoriali altrui: «Volevo solo aiutare qualcuno in quel modo, così ho contattato un'agenzia».

Superata la selezione, è stata arruolata e messa in contatto con una coppia cinese composta da un uomo e una donna desiderosi di diventare genitori. Da qui è stato avviato tutto l’iter, a partire chiaramente dalla fecondazione assistita, procedura che, tra le righe, la Girado fa capire esser stata tutto fuorché una passeggiata, affermando che «è stato un po’ difficile» con momenti «molto, molto dolorosi». Niente a che vedere, insomma, con quello che è una normale gravidanza. Soprattutto per quanto concerne gli ultimi mesi.

A questo proposito, la madre surrogata influencer ha rivelato, forse senza accorgersene, particolari non esattamente rasserenanti: «A circa otto settimane di gravidanza, la nausea mattutina mi ha colpito duramente. Non mi era mai successo con nessuno dei miei cinque figli, per cui né io né la mia famiglia eravamo preparati. Ero davvero molto agitata. Alla fine tutto ciò si è interrotto intorno alla ventiquattresima settimana». Quindi la Girado si è fatta circa quattro mesi con un disturbo non riscontrato in nessuna delle altre gravidanze. A ciò si aggiunga il diabete gestazionale, anche questa un’esperienza che la donna non aveva mai provato.

E non è finita. Infatti, la fotografia caricata su Instagram il 13 settembre scorso – che ritrae la donna sorridente col coppia cinese a poco dal parto – non dice tutto. «Poi, alla fine della gravidanza, sono stata al letto per due mesi. Mi ha fatto male. Il mio corpo era ferito». Non solo. Pur negando di aver provato qualsivoglia sofferenza psicologica né di essersi legata ai gemelli messi al mondo, la donna si è lasciata scappare un’altra pesante rivelazione sulle battute finali della sua esperienza da madre surrogata: «Il post partum è stato emotivamente difficile, e non ero affatto preparata per questo». Per questo «servizio», alla Girado è andato un compenso di oltre 40.000 dollari, a cui poi si sono aggiunti diversi extra. Motivo per cui, per quanto l’interessata si spinga a dipingere come positiva e volontaria la sua esperienza («lo rifarei»), è difficile escludere che la retribuzione per il suo «servizio» potesse farle gola.

Ad ogni modo, la cosa interessante di questa vicenda – anche ammettendo che quella di questa donna sia stata davvero una libera scelta – sono le numerose e gravi differenze che la procedura di maternità surrogata ha comportato per lei e, come abbiamo visto, da lei stessa ammesse, fino alle parole finali rivolte a chi volesse imitare il suo esempio: «Sappi solo che probabilmente non assomiglierà alle gravidanze che hai avuto con i tuoi figli. Probabilmente sarà più difficile».

Un’ultima nota abbastanza singolare. Nell’intervista, la madre surrogata influencer non parla quasi mai dei due bambini che ha portato in grembo. Lo fa perché, come dice, non li sente figli suoi o perché se, lo facesse, capirebbe che in fondo lo sono? E’ un dubbio, quest’ultimo, davvero difficile da non considerare.