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In Sala Stampa il primo passo del Papa sul fronte comunicazione

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Cristiane Murray lascia la vicedirezione a suor Nina Benedikta Krapić. La religiosa croata che scoprì la vocazione a Medjugorje subentra alla laica brasiliana espressione di una certa linea social-ecologista e di una stagione ecclesiale che volge al tramonto.

Ecclesia 14_02_2026
ANDREA PANEGROSSI - imagoeconomica

Per Leone XIV è arrivato il momento di mettere mano al dossier comunicazione. La voce in capitolo più costosa nel bilancio consolidato della Santa Sede è uno dei grattacapi principali nella mente del Papa matematico. L'argomento era uscito prepotentemente sia prima che dopo il conclave e Prevost in questi mesi ha potuto appurare personalmente quanto, nonostante la mole impressionante di personale, le cose non funzionino. Nelle ultime settimane la testa del Papa è fissa sul progetto di rinnovamento della macchina della comunicazione e il cambio di passo che molti auspicavano sin dall'inizio del pontificato sembra più vicino.

Un primo segnale è arrivato ieri con la nomina di un nuovo vicedirettore della direzione della Sala Stampa della Santa Sede. Un ritorno all'antico con la scelta di una religiosa, la croata Nina Benedikta Krapić. Prenderà il posto della laica brasiliana Cristiane Murray (nella foto di Imagoeconomica), congedata ieri dal Papa con un'udienza privata. La sostituzione di quest'ultima dà l'idea di come una certa stagione si avvii inesorabilmente alla conclusione.

Murray, infatti, era stata nominata alla vicedirezione nel luglio 2019 in vista del Sinodo sull'Amazzonia fissato nell'ottobre di quello stesso anno. Un «premio» per il suo lavoro con la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi nella preparazione di uno degli appuntamenti più discussi del pontificato bergogliano. Da giornalista di Radio Vaticana in Brasile fu vicinissima al cardinale Claudio Hummes, l'ispiratore del nome di Francesco e relatore generale al Sinodo sull'Amazzonia. Il cardinale Pedro Barreto la definì addirittura cofondatrice della Repam, la rete presieduta da Hummes da cui partì il progetto del cammino sinodale amazzonico.

Un profilo ben preciso ed espressione di quella priorità social-ecologista destinata a concludersi con il pontificato bergogliano. Appare molto distante, infatti, da quello della sua successora. La trentaseienne suor Krapić è originaria dell'arcidiocesi di Fiume ed è entrata nella congregazione delle suore di carità di San Vincenzo de' Paoli seguendo una vocazione scoperta a Medjugorje. Attrice teatrale e giornalista in una stazione radio, la giovane neovicedirettrice ha raccontato come si lasciò convincere ad andare in pellegrinaggio dai suoi colleghi della radio, si recò al Podbrdo per chiedere alla Madonna il dono della maternità ma lì fu travolta dall'emozione alla visione di un gruppo di religiose. Per un anno tornò nella località bosniaca e capì di essere chiamata ad altro dal Signore: «la Madonna ha risposto in modo assoluto alla mia richiesta di diventare madre. Non che abbia risposto nel modo in cui le avevo chiesto, mi immaginavo madre di uno o due figli in quel momento. Mi ha dato, mi ha dato, mi ha dato tanti figli», ha raccontato.

Ma la sua nomina al posto dell'ambientalista Murray non è stato l'unico colpo che Leone ha assestato nella giornata di ieri al vecchio sistema della comunicazione vaticana. Dopo averlo ridimensionato ad agosto, il Papa con un chirografo ha dato il benservito anche a padre Enzo Fortunato. Prevost ha soppresso il Pontificio comitato per la Giornata mondiale dei bambini creato ad hoc per lui da Francesco ed ha disposto la cessazione del suo incarico da presidente. Il francescano, onnipresente e coccolato dai media nazionali, era stato uno dei volti simbolo del pontificato bergogliano. Un personaggio tutto sommato non ideologizzato a differenza di tanti altri, ma accusato da molti di sgomitare troppo.

Il suo allontanamento definitivo potrebbe anticipare quello del confratello cardinale Mauro Gambetti, arciprete della basilica di San Pietro in Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro. Non si contano più le lamentele per la gestione della basilica tra le quali si è aggiunta anche quella relativa alla rimozione degli stalli dei canonici nell'Altare della Cattedra. I cambiamenti alla comunicazione vaticana sono appena cominciati e sono destinati a proseguire fino al prossimo ottobre quando, compiuti i 70 anni previsti dal regolamento della Curia per la cessazione dei capi enti laici, sarà il prefetto del dicastero Paolo Ruffini a salutare. Si dice che Bergoglio, quando lo nominò nel 2018, gli confidò sorridendo: «ti ho scelto perché mi hanno detto che sei di sinistra». Vero o no, non c'è dubbio che Leone XIV adotterà altri criteri per la scelta del suo successore. 



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